Il presente lavoro indaga il senso del mondo dischiuso dalle immagini di complotto. Per avvicinare questa strada di ricerca, nel primo capitolo viene condotta un’attenta disamina dei concetti e delle etichette con cui le immagini di complotto sono state formalizzate e rese operative a partire dal XX secolo. Prendendo le mosse da alcuni autori che hanno criticato l’effetto stigmatizzante delle nozioni di complottismo, complottista, e teorie del complotto, si giunge a trovarne la ragione nella ambiguità dei loro confini. Da una parte, tali concetti si riferiscono a dei profili sociologici e psicologici normativamente molto definiti in termini negativi. Dall’altra, non propongono una delimitazione abbastanza netta e riconoscibile a priori del limite tra ipotesi di complotto giustificate e ingiustificate, vere e false. Fatto tesoro di queste problematizzazioni, il presente lavoro retrocede il piano della propria analisi alla ricerca delle prestazioni di senso dell’immagine del complotto, lasciando da parte il tema della loro verità nella convinzione che esso possa essere affrontato solo trattando ciascun caso singolarmente. Le prestazioni di senso dell’immagine del complotto sono analizzate approfondendo le suggestioni di alcuni autori, come Stef Aupers e Jaron Harambam, che ne hanno riconosciuto l’affinità con il pensiero incantato. Nel secondo capitolo, dunque, si ricostruiscono minuziosamente i tratti dell’immagine del mondo magica secondo la teoria di Max Weber e alcuni aspetti della trattazione del pensiero e del rituale magico nell’opera di Ernesto De Martino. Si giunge così a identificare i diversi livelli secondo cui il senso del mondo aperto dalle ipotesi di complotto si avvicina a quello magico. Sono entrambe visioni del mondo in cui la congiunzione e la porosità dei piani dell’ordinario e dell’extra-ordinario dischiude, per i soggetti, la percezione di una accresciuta capacità di ricostruzione della trama degli eventi e l’aspirazione a un’efficacia delle proprie azioni nel mondo. Nella contemporaneità, principalmente strutturata sui principi legittimanti dell’immagine del mondo scientifica, queste prestazioni di senso incantato proliferano nei vuoti di senso soggettivo che essa presenta. D’altro canto, le prestazioni di senso incantato non si presentano come una vera e propria immagine del mondo magica ma interagiscono con i cardini dell’immagine scientifica. Proprio questa interazione viene analizzata nella seconda parte della tesi (capitoli terzo e quarto), prendendo ad esame una produzione testuale incentrata sull’ipotesi di complotto delle cosiddette scie chimiche
Un complotto per attraversare il mondo. Indagine sul senso incantato delle ipotesi di complotto(2026 Mar 31).
Un complotto per attraversare il mondo. Indagine sul senso incantato delle ipotesi di complotto.
SCACCO, SOFIA
2026-03-31
Abstract
Il presente lavoro indaga il senso del mondo dischiuso dalle immagini di complotto. Per avvicinare questa strada di ricerca, nel primo capitolo viene condotta un’attenta disamina dei concetti e delle etichette con cui le immagini di complotto sono state formalizzate e rese operative a partire dal XX secolo. Prendendo le mosse da alcuni autori che hanno criticato l’effetto stigmatizzante delle nozioni di complottismo, complottista, e teorie del complotto, si giunge a trovarne la ragione nella ambiguità dei loro confini. Da una parte, tali concetti si riferiscono a dei profili sociologici e psicologici normativamente molto definiti in termini negativi. Dall’altra, non propongono una delimitazione abbastanza netta e riconoscibile a priori del limite tra ipotesi di complotto giustificate e ingiustificate, vere e false. Fatto tesoro di queste problematizzazioni, il presente lavoro retrocede il piano della propria analisi alla ricerca delle prestazioni di senso dell’immagine del complotto, lasciando da parte il tema della loro verità nella convinzione che esso possa essere affrontato solo trattando ciascun caso singolarmente. Le prestazioni di senso dell’immagine del complotto sono analizzate approfondendo le suggestioni di alcuni autori, come Stef Aupers e Jaron Harambam, che ne hanno riconosciuto l’affinità con il pensiero incantato. Nel secondo capitolo, dunque, si ricostruiscono minuziosamente i tratti dell’immagine del mondo magica secondo la teoria di Max Weber e alcuni aspetti della trattazione del pensiero e del rituale magico nell’opera di Ernesto De Martino. Si giunge così a identificare i diversi livelli secondo cui il senso del mondo aperto dalle ipotesi di complotto si avvicina a quello magico. Sono entrambe visioni del mondo in cui la congiunzione e la porosità dei piani dell’ordinario e dell’extra-ordinario dischiude, per i soggetti, la percezione di una accresciuta capacità di ricostruzione della trama degli eventi e l’aspirazione a un’efficacia delle proprie azioni nel mondo. Nella contemporaneità, principalmente strutturata sui principi legittimanti dell’immagine del mondo scientifica, queste prestazioni di senso incantato proliferano nei vuoti di senso soggettivo che essa presenta. D’altro canto, le prestazioni di senso incantato non si presentano come una vera e propria immagine del mondo magica ma interagiscono con i cardini dell’immagine scientifica. Proprio questa interazione viene analizzata nella seconda parte della tesi (capitoli terzo e quarto), prendendo ad esame una produzione testuale incentrata sull’ipotesi di complotto delle cosiddette scie chimiche| File | Dimensione | Formato | |
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