Il contributo analizza la Direttiva (UE) 2023/2673, che riforma la disciplina europea dei contratti a distanza aventi ad oggetto servizi finanziari, sostituendo l'approccio fondato prevalentemente sugli obblighi informativi previsto dalla Direttiva 2002/65/CE con un modello maggiormente orientato alla comprensione effettiva da parte del consumatore. L'indagine prende avvio dall'esame della disciplina vigente e della sua trasposizione nell'ordinamento italiano, evidenziando come l'accumulo di informazioni precontrattuali abbia spesso assunto carattere meramente formale, senza garantire decisioni realmente consapevoli. Il lavoro inserisce tale evoluzione normativa nel contesto della trasformazione digitale dei mercati finanziari, caratterizzata dalla crescente diffusione delle applicazioni mobili, delle piattaforme di investimento online e dei social network, strumenti che incidono profondamente sui processi decisionali degli investitori non professionali. Attraverso il richiamo alle più recenti ricerche delle scienze cognitive e all'analisi di casi emblematici, quali il fenomeno GameStop, l'articolo evidenzia come il design delle piattaforme digitali, le tecniche di gamification e le dinamiche di influenza sociale possano compromettere la capacità del consumatore di valutare correttamente rischi e caratteristiche dei prodotti finanziari. In questo quadro, la Direttiva 2023/2673 introduce innovative misure di tutela, tra cui il dovere del professionista di fornire "spiegazioni adeguate", calibrate sulle esigenze del consumatore e finalizzate ad assicurarne una reale comprensione, superando la logica della mera disclosure informativa. Il contributo conclude esaminando le prospettive di recepimento della nuova disciplina nell'ordinamento italiano e le principali implicazioni operative per gli intermediari finanziari, evidenziando il passaggio da una tutela formale a un modello di protezione sostanziale del consumatore.

LA NUOVA DIRETTIVA 2023/2673/UE SUI CONTRATTI A DISTANZA DI SERVIZI FINANZIARI: DALL’OBBLIGO INFORMATIVO ALLE “SPIEGAZIONI ADEGUATE”

nadia coggiola
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza la Direttiva (UE) 2023/2673, che riforma la disciplina europea dei contratti a distanza aventi ad oggetto servizi finanziari, sostituendo l'approccio fondato prevalentemente sugli obblighi informativi previsto dalla Direttiva 2002/65/CE con un modello maggiormente orientato alla comprensione effettiva da parte del consumatore. L'indagine prende avvio dall'esame della disciplina vigente e della sua trasposizione nell'ordinamento italiano, evidenziando come l'accumulo di informazioni precontrattuali abbia spesso assunto carattere meramente formale, senza garantire decisioni realmente consapevoli. Il lavoro inserisce tale evoluzione normativa nel contesto della trasformazione digitale dei mercati finanziari, caratterizzata dalla crescente diffusione delle applicazioni mobili, delle piattaforme di investimento online e dei social network, strumenti che incidono profondamente sui processi decisionali degli investitori non professionali. Attraverso il richiamo alle più recenti ricerche delle scienze cognitive e all'analisi di casi emblematici, quali il fenomeno GameStop, l'articolo evidenzia come il design delle piattaforme digitali, le tecniche di gamification e le dinamiche di influenza sociale possano compromettere la capacità del consumatore di valutare correttamente rischi e caratteristiche dei prodotti finanziari. In questo quadro, la Direttiva 2023/2673 introduce innovative misure di tutela, tra cui il dovere del professionista di fornire "spiegazioni adeguate", calibrate sulle esigenze del consumatore e finalizzate ad assicurarne una reale comprensione, superando la logica della mera disclosure informativa. Il contributo conclude esaminando le prospettive di recepimento della nuova disciplina nell'ordinamento italiano e le principali implicazioni operative per gli intermediari finanziari, evidenziando il passaggio da una tutela formale a un modello di protezione sostanziale del consumatore.
2026
LIII
I
36
67
consumatore, Unione Europea, Behavioural studies, neuromarketing, contratti a distanza, prodotti finanziari, Direttiva 2023/2673/UE
nadia coggiola
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