La tesi indaga la governance dell’aborto nell’Italia contemporanea, assumendo il Piemonte come osservatorio privilegiato delle riconfigurazioni politiche, morali e affettive attraverso cui la riproduzione viene trasformata in questione pubblica, oggetto di intervento istituzionale e luogo di soggettivazione. A partire dalla crescente centralità delle ansie demografiche per la denatalità, il lavoro analizza il modo in cui l’aborto riacquista rilevanza come terreno di governo pur restando formalmente legale entro la cornice della legge 194/1978. La ricerca adotta la prospettiva della governance riproduttiva per interrogare l’intreccio tra politiche pronataliste, vitapolitics, welfare locale, pratiche sanitarie e stigma. Il fulcro analitico è costituito dalle emozioni, considerate come meccanismi socialmente prodotti e istituzionalmente orientati capaci di legittimare interventi pubblici, sedimentare gerarchie di valore e modellare i vissuti delle persone che affrontano una gravidanza non pianificata. La ricerca si sviluppa entro due ambiti empirici principali. Il primo riguarda i dispositivi regionali di sostegno alla “vita nascente”, in particolare il Fondo Vita Nascente e la Stanza dell’Ascolto presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino, attraverso cui il linguaggio dell’aiuto, dell’ascolto e della libera scelta consente l’istituzionalizzazione di attori pro-life senza modificare formalmente il diritto all’aborto. Il secondo riguarda i percorsi ordinari di accesso all’IVG nei servizi sociosanitari, dove asimmetrie epistemiche, violenza ostetrica e pratiche di cura stigmatizzanti rendono l’aborto un’esperienza spesso emotivamente gravosa. L’indagine si basa su una ricerca etnografica condotta in Piemonte tra il 2023 e il 2025, attraverso osservazione partecipante in contesti sociosanitari e associativi, interviste in profondità con persone che hanno abortito, beneficiarie di misure di sostegno alla maternità, volontari pro-life, attori istituzionali, accompagnamenti ai servizi per l’IVG e analisi di documenti e dibattito pubblico. La tesi mostra che questi due ambiti non costituiscono fenomeni separati, ma due facce della stessa architettura di governance riproduttiva. Sul piano delle politiche pronataliste, la paura del declino demografico, la compassione verso la maternità vulnerabile e la promessa di una “vera” libertà di scelta rendono moralmente presentabili interventi che orientano la riproduzione verso la maternità. Sul piano delle pratiche sanitarie, vergogna, colpa, solitudine e incertezza traducono quelle stesse gerarchie in esperienza incarnata, disciplinando le condotte riproduttive attraverso la cura stessa. Il contributo specifico del lavoro consiste dunque nel mostrare come la regolazione della riproduzione operi anche mediante economie affettive capaci di normalizzare precisi esiti senza apparire coercitive: non solo impedendo l’accesso all’aborto, ma rendendolo un esito da prevenire, giustificare o attraversare come eccezione moralmente sospetta

La governance dell’aborto nell’Italia delle «culle vuote». Il caso del Piemonte(2026 Jun 29).

La governance dell’aborto nell’Italia delle «culle vuote». Il caso del Piemonte

MUNTONI, ELISA
2026-06-29

Abstract

La tesi indaga la governance dell’aborto nell’Italia contemporanea, assumendo il Piemonte come osservatorio privilegiato delle riconfigurazioni politiche, morali e affettive attraverso cui la riproduzione viene trasformata in questione pubblica, oggetto di intervento istituzionale e luogo di soggettivazione. A partire dalla crescente centralità delle ansie demografiche per la denatalità, il lavoro analizza il modo in cui l’aborto riacquista rilevanza come terreno di governo pur restando formalmente legale entro la cornice della legge 194/1978. La ricerca adotta la prospettiva della governance riproduttiva per interrogare l’intreccio tra politiche pronataliste, vitapolitics, welfare locale, pratiche sanitarie e stigma. Il fulcro analitico è costituito dalle emozioni, considerate come meccanismi socialmente prodotti e istituzionalmente orientati capaci di legittimare interventi pubblici, sedimentare gerarchie di valore e modellare i vissuti delle persone che affrontano una gravidanza non pianificata. La ricerca si sviluppa entro due ambiti empirici principali. Il primo riguarda i dispositivi regionali di sostegno alla “vita nascente”, in particolare il Fondo Vita Nascente e la Stanza dell’Ascolto presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino, attraverso cui il linguaggio dell’aiuto, dell’ascolto e della libera scelta consente l’istituzionalizzazione di attori pro-life senza modificare formalmente il diritto all’aborto. Il secondo riguarda i percorsi ordinari di accesso all’IVG nei servizi sociosanitari, dove asimmetrie epistemiche, violenza ostetrica e pratiche di cura stigmatizzanti rendono l’aborto un’esperienza spesso emotivamente gravosa. L’indagine si basa su una ricerca etnografica condotta in Piemonte tra il 2023 e il 2025, attraverso osservazione partecipante in contesti sociosanitari e associativi, interviste in profondità con persone che hanno abortito, beneficiarie di misure di sostegno alla maternità, volontari pro-life, attori istituzionali, accompagnamenti ai servizi per l’IVG e analisi di documenti e dibattito pubblico. La tesi mostra che questi due ambiti non costituiscono fenomeni separati, ma due facce della stessa architettura di governance riproduttiva. Sul piano delle politiche pronataliste, la paura del declino demografico, la compassione verso la maternità vulnerabile e la promessa di una “vera” libertà di scelta rendono moralmente presentabili interventi che orientano la riproduzione verso la maternità. Sul piano delle pratiche sanitarie, vergogna, colpa, solitudine e incertezza traducono quelle stesse gerarchie in esperienza incarnata, disciplinando le condotte riproduttive attraverso la cura stessa. Il contributo specifico del lavoro consiste dunque nel mostrare come la regolazione della riproduzione operi anche mediante economie affettive capaci di normalizzare precisi esiti senza apparire coercitive: non solo impedendo l’accesso all’aborto, ma rendendolo un esito da prevenire, giustificare o attraversare come eccezione moralmente sospetta
29-giu-2026
38
MUTAMENTO SOCIALE E POLITICO
TORRIONI, Paola Maria
PAZE', Valentina
PRATESI, ALESSANDRO
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi-Muntoni-Elisa.pdf

Accesso aperto

Descrizione: Tesi
Dimensione 3.62 MB
Formato Adobe PDF
3.62 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/2151076
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact