La crisi climatica ha profondamente trasformato il rapporto tra natura e politica, mettendo in discussione la separazione moderna tra società e ambiente e facendo della natura un terreno centrale del conflitto politico. In questo contesto, la tesi analizza come i movimenti per la giustizia climatica Fridays For Future (FFF) ed Extinction Rebellion (XR) forniscono una peculiare interpretazione della problematica ecologica in atto e, attraverso tale costruzione, contribuiscano a ridefinire le modalità di contestazione alla governance climatica globale contemporanea. L’obiettivo della ricerca non consiste nella ricostruzione delle sole concezioni della natura elaborate dai due movimenti, ma nell’indagare come queste si intreccino con specifiche concezioni della politica, della scienza e della temporalità, dando luogo a differenti configurazioni del rapporto tra natura e politica. La ricerca si colloca all'intersezione tra ecologia politica, sociologia dei movimenti sociali e sociologia ambientale, adottando una prospettiva costruzionista debole che riconosce la realtà materiale della crisi climatica e, al tempo stesso, il ruolo costitutivo dei processi discorsivi nella definizione dei problemi pubblici e delle possibilità dell'azione collettiva. L’indagine empirica si basa su un’analisi qualitativa del discorso applicata a un corpus di documenti, manifesti, interventi pubblici e materiali di comunicazione prodotti da FFF e XR tra il 2018 e il 2022. A partire dal dialogo tra il quadro teorico e l'analisi empirica, vengono individuate quattro categorie interpretative – natura, politica, scienza e temporalità – attraverso cui ricostruire le configurazioni discorsive dei due movimenti. La tesi si propone di analizzare il rapporto tra visioni della natura e modi di praticare e intendere la politica e, contestualmente, le forme in cui discorsi e pratiche politiche contribuiscono a costruire e diffondere una tale idea di natura. Partendo da una ricognizione delle prospettive “critiche” che avanzano concettualizzazione della natura divergenti da quelle presenti nell’ambito dell’ambientalismo istituzionale, la ricerca interroga i modi in cui tali concezioni influenzino le idee di politica, caratterizzino il rapporto con l’autorità statale e influenzino le forme dell’azione collettiva. Allo stesso tempo, si indaga sul rapporto tra scienza e decisione politica nei processi di mobilitazione, sul ruolo delle temporalità della crisi (urgenza, irreversibilità, futuro) nella costruzione delle strategie di protesta, e sul contributo dei movimenti alla politicizzazione della natura e alla ridefinizione del conflitto socio-ambientale. Dall’analisi emerge come FFF e XR condividano una critica alla separazione tra natura e società e concepiscono la natura come una realtà biofisica attiva, capace di imporre limiti materiali all'organizzazione economica e politica. Sono, tuttavia, presenti anche differenze significative nel modo in cui tali limiti vengono interpretati e tradotti in progetto politico. In FFF la natura assume prevalentemente il ruolo di criterio di verità scientifica, la politica è concepita come responsabilità istituzionale orientata dalle evidenze scientifiche e la temporalità si struttura attorno alla responsabilità intergenerazionale e alla possibilità di evitare gli scenari peggiori della crisi. XR, invece, costruisce la natura come totalità vivente minacciata, interpreta la politica come processo trasformativo e costituente, attribuisce alla scienza una funzione di legittimazione della rottura con la normalità istituzionale e rappresenta il tempo nei termini dell'emergenza e del possibile collasso sistemico
Natura della politica e politica della natura nei discorsi e nelle pratiche dei movimenti per la giustizia climatica. I casi di Fridays For Future e di Extinction Rebellion(2026 Jun 30).
Natura della politica e politica della natura nei discorsi e nelle pratiche dei movimenti per la giustizia climatica. I casi di Fridays For Future e di Extinction Rebellion
GIORDANENGO, DAVIDE
2026-06-30
Abstract
La crisi climatica ha profondamente trasformato il rapporto tra natura e politica, mettendo in discussione la separazione moderna tra società e ambiente e facendo della natura un terreno centrale del conflitto politico. In questo contesto, la tesi analizza come i movimenti per la giustizia climatica Fridays For Future (FFF) ed Extinction Rebellion (XR) forniscono una peculiare interpretazione della problematica ecologica in atto e, attraverso tale costruzione, contribuiscano a ridefinire le modalità di contestazione alla governance climatica globale contemporanea. L’obiettivo della ricerca non consiste nella ricostruzione delle sole concezioni della natura elaborate dai due movimenti, ma nell’indagare come queste si intreccino con specifiche concezioni della politica, della scienza e della temporalità, dando luogo a differenti configurazioni del rapporto tra natura e politica. La ricerca si colloca all'intersezione tra ecologia politica, sociologia dei movimenti sociali e sociologia ambientale, adottando una prospettiva costruzionista debole che riconosce la realtà materiale della crisi climatica e, al tempo stesso, il ruolo costitutivo dei processi discorsivi nella definizione dei problemi pubblici e delle possibilità dell'azione collettiva. L’indagine empirica si basa su un’analisi qualitativa del discorso applicata a un corpus di documenti, manifesti, interventi pubblici e materiali di comunicazione prodotti da FFF e XR tra il 2018 e il 2022. A partire dal dialogo tra il quadro teorico e l'analisi empirica, vengono individuate quattro categorie interpretative – natura, politica, scienza e temporalità – attraverso cui ricostruire le configurazioni discorsive dei due movimenti. La tesi si propone di analizzare il rapporto tra visioni della natura e modi di praticare e intendere la politica e, contestualmente, le forme in cui discorsi e pratiche politiche contribuiscono a costruire e diffondere una tale idea di natura. Partendo da una ricognizione delle prospettive “critiche” che avanzano concettualizzazione della natura divergenti da quelle presenti nell’ambito dell’ambientalismo istituzionale, la ricerca interroga i modi in cui tali concezioni influenzino le idee di politica, caratterizzino il rapporto con l’autorità statale e influenzino le forme dell’azione collettiva. Allo stesso tempo, si indaga sul rapporto tra scienza e decisione politica nei processi di mobilitazione, sul ruolo delle temporalità della crisi (urgenza, irreversibilità, futuro) nella costruzione delle strategie di protesta, e sul contributo dei movimenti alla politicizzazione della natura e alla ridefinizione del conflitto socio-ambientale. Dall’analisi emerge come FFF e XR condividano una critica alla separazione tra natura e società e concepiscono la natura come una realtà biofisica attiva, capace di imporre limiti materiali all'organizzazione economica e politica. Sono, tuttavia, presenti anche differenze significative nel modo in cui tali limiti vengono interpretati e tradotti in progetto politico. In FFF la natura assume prevalentemente il ruolo di criterio di verità scientifica, la politica è concepita come responsabilità istituzionale orientata dalle evidenze scientifiche e la temporalità si struttura attorno alla responsabilità intergenerazionale e alla possibilità di evitare gli scenari peggiori della crisi. XR, invece, costruisce la natura come totalità vivente minacciata, interpreta la politica come processo trasformativo e costituente, attribuisce alla scienza una funzione di legittimazione della rottura con la normalità istituzionale e rappresenta il tempo nei termini dell'emergenza e del possibile collasso sistemico| File | Dimensione | Formato | |
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