La tesi indaga l'evoluzione del controllo della legalità dell'azione amministrativa muovendo da un duplice interrogativo: se il sistema tradizionale di responsabilità dei funzionari pubblici si stia progressivamente attenuando per effetto delle recenti riforme e se, al contempo, il legislatore stia trasferendo sui privati – cittadini, dipendenti, segnalanti – un onere crescente di presidio della legalità. La ricerca inquadra lo statuto costituzionale del funzionario pubblico e i tre tradizionali presidi di responsabilità – disciplinare, erariale e penale – per poi soffermarsi sui fenomeni della burocrazia difensiva e della paura della firma e sugli antidoti individuati dal Decreto Semplificazioni n. 76/2020 negli "scudi" di responsabilità - penale ed erariale - degli agenti pubblici, evidenziando i profili di legittimità costituzionale sollevati dallo strumento del decreto-legge, su cui si è pronunciata la Corte costituzionale con sentenza n. 8/2022. Viene dunque esaminato il progressivo indebolimento della responsabilità penale degli agenti pubblici, ricostruendo l’evoluzione normativa e giurisprudenziale della fattispecie di abuso d'ufficio quale reato di confine in cui convergono le tensioni politico-criminali relative al tema del sindacato del giudice penale sull’attività discrezionale della Pubblica Amministrazione. Particolare attenzione viene dedicata alla riforma dell’art. 323 c.p. introdotta con D.l. 76/2020, e alla definitiva abrogazione della fattispecie con legge 114/2024, su cui si è pronunciata la Corte costituzionale con sentenza n. 95/2025, evidenziando i profili di possibile contrasto di un vuoto normativo con la recente direttiva europea in materia di lotta alla corruzione, n. 2026/1021. Un successivo nucleo tematico concerne l’allentamento del presidio della responsabilità amministrativo-contabile: sono approfondite genesi, contenuto e ratio dello "scudo erariale" introdotto dal D.l. 76/2020, le criticità e tensioni con i principi costituzionali e sovranazionali, e la sentenza della Corte costituzionale n. 132/2024, con particolare attenzione al “monito” al legislatore per una complessiva riforma della responsabilità amministrativa, introdotta con legge n. 1/2026, che viene criticamente esaminata. La trattazione si conclude spostando l'analisi sulla responsabilizzazione del privato e sul suo crescente ruolo di "sentinella della legalità". Premessi alcuni cenni sulla trasformazione del rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione, l’attenzione è posta sull’espansione del ruolo delle autocertificazioni in sostituzione dell’intervento pubblico, che ampliano l'area del rischio giuridico in capo al privato, spesso privo degli strumenti tecnici e conoscitivi necessari per valutarne correttamente la portata, determinando un sostanziale trasferimento di responsabilità, con profili sanzionatori di particolare ampiezza. Viene infine esaminata, in questo contesto, l’evoluzione della disciplina del whistleblowing sino al D.lgs. 24/2023, nelle sue criticità applicative e con un particolare focus nel ruolo di strumento di controllo della legalità dell’azione amministrativa di tipo orizzontale e “bottom-up”, ove l’emersione delle irregolarità è rimessa a soggetti interni all’organizzazione. A fronte di questa progressiva responsabilizzazione del privato, chiamato a compartecipare, e talora a supplire, allo svolgimento di attività di pubblico interesse, corrisponde una forse incauta deresponsabilizzazione dei soggetti formalmente inseriti nell’organizzazione pubblica. La tesi propone due chiavi di lettura di tale dinamica, evidenziandone i limiti strutturali: complementarità, se il controllo diffuso rafforza i presìdi istituzionali, o supplenza, se ne colma i vuoti. Ne emerge un assetto ibrido, con interrogativi aperti sulla capacità delle istituzioni di garantire la legalità senza trasferirne eccessivamente il peso sul privato.
Il controllo della legalità dell’azione amministrativa tra vecchi e nuovi paradigmi: verso la responsabilizzazione del privato?(2026 Jul 03).
Il controllo della legalità dell’azione amministrativa tra vecchi e nuovi paradigmi: verso la responsabilizzazione del privato?
ANDREIS, Emanuela
2026-07-03
Abstract
La tesi indaga l'evoluzione del controllo della legalità dell'azione amministrativa muovendo da un duplice interrogativo: se il sistema tradizionale di responsabilità dei funzionari pubblici si stia progressivamente attenuando per effetto delle recenti riforme e se, al contempo, il legislatore stia trasferendo sui privati – cittadini, dipendenti, segnalanti – un onere crescente di presidio della legalità. La ricerca inquadra lo statuto costituzionale del funzionario pubblico e i tre tradizionali presidi di responsabilità – disciplinare, erariale e penale – per poi soffermarsi sui fenomeni della burocrazia difensiva e della paura della firma e sugli antidoti individuati dal Decreto Semplificazioni n. 76/2020 negli "scudi" di responsabilità - penale ed erariale - degli agenti pubblici, evidenziando i profili di legittimità costituzionale sollevati dallo strumento del decreto-legge, su cui si è pronunciata la Corte costituzionale con sentenza n. 8/2022. Viene dunque esaminato il progressivo indebolimento della responsabilità penale degli agenti pubblici, ricostruendo l’evoluzione normativa e giurisprudenziale della fattispecie di abuso d'ufficio quale reato di confine in cui convergono le tensioni politico-criminali relative al tema del sindacato del giudice penale sull’attività discrezionale della Pubblica Amministrazione. Particolare attenzione viene dedicata alla riforma dell’art. 323 c.p. introdotta con D.l. 76/2020, e alla definitiva abrogazione della fattispecie con legge 114/2024, su cui si è pronunciata la Corte costituzionale con sentenza n. 95/2025, evidenziando i profili di possibile contrasto di un vuoto normativo con la recente direttiva europea in materia di lotta alla corruzione, n. 2026/1021. Un successivo nucleo tematico concerne l’allentamento del presidio della responsabilità amministrativo-contabile: sono approfondite genesi, contenuto e ratio dello "scudo erariale" introdotto dal D.l. 76/2020, le criticità e tensioni con i principi costituzionali e sovranazionali, e la sentenza della Corte costituzionale n. 132/2024, con particolare attenzione al “monito” al legislatore per una complessiva riforma della responsabilità amministrativa, introdotta con legge n. 1/2026, che viene criticamente esaminata. La trattazione si conclude spostando l'analisi sulla responsabilizzazione del privato e sul suo crescente ruolo di "sentinella della legalità". Premessi alcuni cenni sulla trasformazione del rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione, l’attenzione è posta sull’espansione del ruolo delle autocertificazioni in sostituzione dell’intervento pubblico, che ampliano l'area del rischio giuridico in capo al privato, spesso privo degli strumenti tecnici e conoscitivi necessari per valutarne correttamente la portata, determinando un sostanziale trasferimento di responsabilità, con profili sanzionatori di particolare ampiezza. Viene infine esaminata, in questo contesto, l’evoluzione della disciplina del whistleblowing sino al D.lgs. 24/2023, nelle sue criticità applicative e con un particolare focus nel ruolo di strumento di controllo della legalità dell’azione amministrativa di tipo orizzontale e “bottom-up”, ove l’emersione delle irregolarità è rimessa a soggetti interni all’organizzazione. A fronte di questa progressiva responsabilizzazione del privato, chiamato a compartecipare, e talora a supplire, allo svolgimento di attività di pubblico interesse, corrisponde una forse incauta deresponsabilizzazione dei soggetti formalmente inseriti nell’organizzazione pubblica. La tesi propone due chiavi di lettura di tale dinamica, evidenziandone i limiti strutturali: complementarità, se il controllo diffuso rafforza i presìdi istituzionali, o supplenza, se ne colma i vuoti. Ne emerge un assetto ibrido, con interrogativi aperti sulla capacità delle istituzioni di garantire la legalità senza trasferirne eccessivamente il peso sul privato.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi - Andreis - Emanuela.pdf
Accesso aperto
Descrizione: Tesi
Dimensione
1.79 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.79 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



