Il ruolo della narrazione come espressione dell’identità culturale assume particolare rilievo in relazione alle lingue minoritarie e regionali che, pur essendo parte fondamentale del repertorio linguistico italiano, si trovano spesso in condizioni di fragilità e sono scarsamente rappresentate nei mezzi di comunicazione. Rispetto alla sola raccolta e condivisione di testimonianze, l’approccio dell’interproduzione (Balboni 2009: 197-203) offre la possibilità di compiere un ulteriore passo per la valorizzazione del patrimonio immateriale, rendendo la lingua comprensibile anche a chi non la conosce ma possiede competenze in idiomi imparentati. Il contributo presenta un caso di studio sull’intercomprensione e interproduzione del piemontese rispetto a sei lingue romanze (italiano, francese, catalano, spagnolo, portoghese e romeno) incentrato su due racconti autentici: una favola tradizionale e la storia della rifunzionalizzazione di un edificio comunale. In un primo momento, verranno illustrate alcune scelte metodologiche, quali l’individuazione dei parlanti e delle storie, l’elaborazione dei racconti in forma scritta e audiovisiva, la selezione del sistema di trascrizione e la volontà di rappresentare le specificità della parlata di paesi diversi del torinese. Successivamente, ci si soffermerà sui principali interventi di interproduzione effettuati, che hanno riguardato il ricorso a specifiche strategie linguistiche ed extralinguistiche (come selezione di lessico trasparente/‘panromanzo’, riformulazioni e, all’orale, aggiunta di elementi paraverbali e non verbali) volte a favorire la comprensione dei racconti senza alterare o impoverire il sistema linguistico del piemontese. Infine, verranno presentati alcuni dei dati raccolti tramite questionari compilati da oltre 230 persone con origine e background linguistico-culturale differenti. I risultati, che evidenziano un aumento della comprensibilità delle versioni rielaborate rispetto alle originali per circa il 95% dei partecipanti, consentiranno di mostrare come la pratica dell’interproduzione possa effettivamente ampliare le possibilità di accesso al patrimonio culturale in lingue locali, rendendolo fruibile e condivisibile anche al di fuori della comunità di parlanti ed esperti, e in contesti digitali.

Raccogliere, mediare, condividere: intercomprensione e interproduzione per la valorizzazione del patrimonio linguistico-culturale piemontese in ambito romanzo

Chiara Borla
First
2026-01-01

Abstract

Il ruolo della narrazione come espressione dell’identità culturale assume particolare rilievo in relazione alle lingue minoritarie e regionali che, pur essendo parte fondamentale del repertorio linguistico italiano, si trovano spesso in condizioni di fragilità e sono scarsamente rappresentate nei mezzi di comunicazione. Rispetto alla sola raccolta e condivisione di testimonianze, l’approccio dell’interproduzione (Balboni 2009: 197-203) offre la possibilità di compiere un ulteriore passo per la valorizzazione del patrimonio immateriale, rendendo la lingua comprensibile anche a chi non la conosce ma possiede competenze in idiomi imparentati. Il contributo presenta un caso di studio sull’intercomprensione e interproduzione del piemontese rispetto a sei lingue romanze (italiano, francese, catalano, spagnolo, portoghese e romeno) incentrato su due racconti autentici: una favola tradizionale e la storia della rifunzionalizzazione di un edificio comunale. In un primo momento, verranno illustrate alcune scelte metodologiche, quali l’individuazione dei parlanti e delle storie, l’elaborazione dei racconti in forma scritta e audiovisiva, la selezione del sistema di trascrizione e la volontà di rappresentare le specificità della parlata di paesi diversi del torinese. Successivamente, ci si soffermerà sui principali interventi di interproduzione effettuati, che hanno riguardato il ricorso a specifiche strategie linguistiche ed extralinguistiche (come selezione di lessico trasparente/‘panromanzo’, riformulazioni e, all’orale, aggiunta di elementi paraverbali e non verbali) volte a favorire la comprensione dei racconti senza alterare o impoverire il sistema linguistico del piemontese. Infine, verranno presentati alcuni dei dati raccolti tramite questionari compilati da oltre 230 persone con origine e background linguistico-culturale differenti. I risultati, che evidenziano un aumento della comprensibilità delle versioni rielaborate rispetto alle originali per circa il 95% dei partecipanti, consentiranno di mostrare come la pratica dell’interproduzione possa effettivamente ampliare le possibilità di accesso al patrimonio culturale in lingue locali, rendendolo fruibile e condivisibile anche al di fuori della comunità di parlanti ed esperti, e in contesti digitali.
2026
https://convegnoflui.labdilef.it/relatore-15
Intercomprensione - Interproduzione - Piemontese - Lingue romanze - Narrazione - Patrimonio linguistico-culturale
Chiara Borla
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/2168130
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