In anni recenti è stata proposta l’ipotesi del cervello sociale, secondo la quale la progressiva espansione delle aree prefrontali umane è una risposta adattativa alla complessità dei sistemi sociali entro cui la nostra specie si è evoluta. Questa espansione testimonia l’evoluzione in queste aree cerebrali di meccanismi neurocognitivi in grado di manipolare le molteplici informazioni relative alla sfera sociale. Tra questi meccanismi, particolare interesse è stato posto dai ricercatori a quello definito “Teoria della Mente” o “Mentalizing”. Questo meccanismo permette di fare inferenze sugli stati mentali altrui a partire da indici comportamentali. Tecniche di neuroimaging funzionale hanno permesso di dimostrare l’esistenza di un complesso sistema neurale sottostante la “Teoria della Mente”. Recentemente è stata proposta l’ipotesi che aree differenti di questo sistema neurale possano essere funzionalmente specializzate nell’elaborazione di classi distinte di stimoli sociali. La speranza dei ricercatori è che questi studi possano aiutare a fare luce sulle basi neurobiologiche di sindromi cliniche caratterizzate da un deficit della “Teoria della Mente, quali l’autismo e la schizofrenia.

Comprendere le menti altrui: meccanismi neurocognitivi dell’interazione sociale / M. ADENZATO; I. ENRICI. - In: QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA. - ISSN 1127-6347. - 16(2005), pp. 14-28.

Comprendere le menti altrui: meccanismi neurocognitivi dell’interazione sociale

ADENZATO, Mauro;ENRICI, Ivan
2005

Abstract

In anni recenti è stata proposta l’ipotesi del cervello sociale, secondo la quale la progressiva espansione delle aree prefrontali umane è una risposta adattativa alla complessità dei sistemi sociali entro cui la nostra specie si è evoluta. Questa espansione testimonia l’evoluzione in queste aree cerebrali di meccanismi neurocognitivi in grado di manipolare le molteplici informazioni relative alla sfera sociale. Tra questi meccanismi, particolare interesse è stato posto dai ricercatori a quello definito “Teoria della Mente” o “Mentalizing”. Questo meccanismo permette di fare inferenze sugli stati mentali altrui a partire da indici comportamentali. Tecniche di neuroimaging funzionale hanno permesso di dimostrare l’esistenza di un complesso sistema neurale sottostante la “Teoria della Mente”. Recentemente è stata proposta l’ipotesi che aree differenti di questo sistema neurale possano essere funzionalmente specializzate nell’elaborazione di classi distinte di stimoli sociali. La speranza dei ricercatori è che questi studi possano aiutare a fare luce sulle basi neurobiologiche di sindromi cliniche caratterizzate da un deficit della “Teoria della Mente, quali l’autismo e la schizofrenia.
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M. ADENZATO; I. ENRICI
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