Il presente lavoro si propone di esaminare i contenuti di nichel nelle acque della Regione Piemonte proponendo dei valori di fondo naturale laddove le concentrazioni superiori ai limiti di legge siano riconducibili ad apporti della matrice litologica piuttosto che da inquinamento antropico. La concentrazione di nichel nelle acque viene controllata, da un lato, per scopi sanitari-idropotabili e dall’altro per valutare la qualità ambientale dei corpi idrici. In merito a questo secondo aspetto, la normativa vigente italiana, impone il raggiungimento dello stato di qualità ambientale “buono” per i corpi idrici entro il 2015 e indica per le sole acque superficiali come una concentrazione di 20 μg/l di nichel; per quanto concerne le acque sotterranee, la Comunità Europea demanda agli stati membri la ricerca dei valori di fondo naturale di alcuni elementi, per poi definire gli standard di qualità ambientale del corpo idrico sotterraneo. Al fine di effettuare considerazioni geologico-ambientali sulla presenza di nichel nelle acque della pianura piemontese, si è scelta come area campione il conoide del Fiume Stura di Lanzo, una zona in cui la rete di monitoraggio quali-quantitativa delle acque installata dalla Regione Piemonte, operativa dal 2000, mostra un’elevata concentrazione di nichel nelle acque che sembra essere collegata alla componente ultramafica della matrice litologica dell’acquifero piuttosto che all’attività dell’uomo. Per caratterizzare l’area dal punto di vista idrochimico sono state campionate e analizzate le acque da pozzi e piezometri, filtrati nell’acquifero superficiale (28 campioni) e da corpi idrici superficiali (10 campioni). Sono stati, inoltre, considerati i dati della rete di monitoraggio della Regione Piemonte relativi a ulteriori 5 punti dell’acquifero superficiale e 5 dell’acquifero profondo. I dati analitici hanno mostrano come quasi tutti i campioni di acqua presentino facies bicarbonato-calcico-magnesiaca. Le acque sotterranee relative all’acquifero superficiale mostrano una concentrazione di nichel maggiore di 20 μg/l, mentre i campioni di acqua superficiale evidenziano un solo superamento. La concentrazione in nichel nelle acque risulta proporzionale al contenuto in elementi rappresentanti della facies idrochimica. Data l’assenza di significative fonti di inquinamento antropico dell’area di studio, si è attribuita la concentrazione anomala in nichel nelle acque sotterranee alle componenti ultrabasiche nella matrice litologica dell’acquifero e si è proposto un valore di fondo naturale in nichel per l’acquifero superficiale, attraverso l’impiego di tre diverse metodologie statistiche.

CONSIDERAZIONI GEOLOGICO AMBIENTALI SULLA PRESENZA DI NICHEL NELLE ACQUE DELLA REGIONE PIEMONTE (ITALIA NORD-OCCIDENTALE) / Annalisa Bove; Davide Damato; Enrico Destefanis; Luciano Masciocco. - In: ENGINEERING, HYDRO, ENVIRONMENTAL GEOLOGY. - ISSN 2038-0801. - 12(2009), pp. 121-132.

CONSIDERAZIONI GEOLOGICO AMBIENTALI SULLA PRESENZA DI NICHEL NELLE ACQUE DELLA REGIONE PIEMONTE (ITALIA NORD-OCCIDENTALE)

BOVE, ANNALISA;DESTEFANIS, Enrico;MASCIOCCO, LUCIANO
2009

Abstract

Il presente lavoro si propone di esaminare i contenuti di nichel nelle acque della Regione Piemonte proponendo dei valori di fondo naturale laddove le concentrazioni superiori ai limiti di legge siano riconducibili ad apporti della matrice litologica piuttosto che da inquinamento antropico. La concentrazione di nichel nelle acque viene controllata, da un lato, per scopi sanitari-idropotabili e dall’altro per valutare la qualità ambientale dei corpi idrici. In merito a questo secondo aspetto, la normativa vigente italiana, impone il raggiungimento dello stato di qualità ambientale “buono” per i corpi idrici entro il 2015 e indica per le sole acque superficiali come una concentrazione di 20 μg/l di nichel; per quanto concerne le acque sotterranee, la Comunità Europea demanda agli stati membri la ricerca dei valori di fondo naturale di alcuni elementi, per poi definire gli standard di qualità ambientale del corpo idrico sotterraneo. Al fine di effettuare considerazioni geologico-ambientali sulla presenza di nichel nelle acque della pianura piemontese, si è scelta come area campione il conoide del Fiume Stura di Lanzo, una zona in cui la rete di monitoraggio quali-quantitativa delle acque installata dalla Regione Piemonte, operativa dal 2000, mostra un’elevata concentrazione di nichel nelle acque che sembra essere collegata alla componente ultramafica della matrice litologica dell’acquifero piuttosto che all’attività dell’uomo. Per caratterizzare l’area dal punto di vista idrochimico sono state campionate e analizzate le acque da pozzi e piezometri, filtrati nell’acquifero superficiale (28 campioni) e da corpi idrici superficiali (10 campioni). Sono stati, inoltre, considerati i dati della rete di monitoraggio della Regione Piemonte relativi a ulteriori 5 punti dell’acquifero superficiale e 5 dell’acquifero profondo. I dati analitici hanno mostrano come quasi tutti i campioni di acqua presentino facies bicarbonato-calcico-magnesiaca. Le acque sotterranee relative all’acquifero superficiale mostrano una concentrazione di nichel maggiore di 20 μg/l, mentre i campioni di acqua superficiale evidenziano un solo superamento. La concentrazione in nichel nelle acque risulta proporzionale al contenuto in elementi rappresentanti della facies idrochimica. Data l’assenza di significative fonti di inquinamento antropico dell’area di studio, si è attribuita la concentrazione anomala in nichel nelle acque sotterranee alle componenti ultrabasiche nella matrice litologica dell’acquifero e si è proposto un valore di fondo naturale in nichel per l’acquifero superficiale, attraverso l’impiego di tre diverse metodologie statistiche.
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Geologia Ambientale; nichel; Regione Piemonte; risorse idriche; valore di fondo naturale
Annalisa Bove; Davide Damato; Enrico Destefanis; Luciano Masciocco
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