A partire da fine anni settanta accanto alla tradizionale competizione tra imprese, sono emersi con intensità sempre maggiore, specie a livello internazionale, accordi di collaborazione ormai determinanti per la creazione o il mantenimento del vantaggio competitivo. Rispetto al passato, quindi, è aumentata l’attenzione da parte dei top managers verso le opportunità offerte dall’acquisizione di capacità e risorse possedute da altre aziende. Anche il settore auto nell’ultimo ventennio è stato investito da profondi cambiamenti per cui le imprese automobilistiche hanno dovuto riorganizzarsi adottando nuove strategie. La risposta dei costruttori per far fronte al deteriorarsi delle condizioni dell’ambiente economico si sono incentrate soprattutto verso strategie di internazionalizzazione della produzione, espansione della gamma produttiva e maggior coinvolgimento dei fornitori in diverse fasi della catena del valore, con una conseguente focalizzazione sul core business. In questo contesto è chiaro che la collaborazione tra imprese automobilistiche poteva limitare i rischi e gli investimenti necessari per l’adozione delle prime due strategie. In linea con queste tendenze, in effetti, si è verificata, soprattutto a partire dagli anni novanta, un’ondata di fusioni e acquisizioni (e.g. Daimler-Chrysler, Renault-Nissan) che ha generato un discreto aumento del grado di concentrazione del settore a livello globale. Allo stesso tempo, sono aumentati anche gli accordi di collaborazione tra costruttori, meno invasivi rispetto alle fusioni e acquisizioni. L’alleanza tra costruttori più significativa di questi ultimi anni è stata senza dubbio quella tra Fiat e GM, considerando le aree funzionali e geografiche coinvolte dall’iniziativa di collaborazione. Nel punto 1 verranno introdotte le principali caratteristiche della collaborazione tra questi due costruttori, mentre in quelli successivi si focalizzerà più specificamente l’attenzione sulla joint venture Fiat-GM Powertrain (FGP), addetta alla progettazione e produzione di motori e trasmissioni per le case madri. Il punto 2 introduce le principali caratteristiche di governance e struttura organizzativa della joint venture. Nel punto 3 sono introdotte sinteticamente le modalità di imputazione dei costi sostenuti dalla joint venture alle Parent Companies. Nel punto 4 vengono analizzate le efficienze operative portate da FGP. Nel punto 5 viene focalizzata l’attenzione sulle attività di R&D e sugli obiettivi di qualità della joint venture. Il punto 6 tratta il caso del diesel Multijet, uno dei principali prodotti di convergenza della joint venture. Nel punto 7 vengono fatte alcune considerazioni su risultati ottenuti e le prospettive di FGP. Il punto 8, infine, attraverso un richiamo alla letteratura e un confronto con il caso Fiat-PSA, cerca di inquadrare l’alleanza Fiat-GM nel settore auto con particolare riferimento al ruolo di FGP.

FIAT-GM Powertrain: chi ha guadagnato dall’alleanza

ENRIETTI, Aldo;
2006

Abstract

A partire da fine anni settanta accanto alla tradizionale competizione tra imprese, sono emersi con intensità sempre maggiore, specie a livello internazionale, accordi di collaborazione ormai determinanti per la creazione o il mantenimento del vantaggio competitivo. Rispetto al passato, quindi, è aumentata l’attenzione da parte dei top managers verso le opportunità offerte dall’acquisizione di capacità e risorse possedute da altre aziende. Anche il settore auto nell’ultimo ventennio è stato investito da profondi cambiamenti per cui le imprese automobilistiche hanno dovuto riorganizzarsi adottando nuove strategie. La risposta dei costruttori per far fronte al deteriorarsi delle condizioni dell’ambiente economico si sono incentrate soprattutto verso strategie di internazionalizzazione della produzione, espansione della gamma produttiva e maggior coinvolgimento dei fornitori in diverse fasi della catena del valore, con una conseguente focalizzazione sul core business. In questo contesto è chiaro che la collaborazione tra imprese automobilistiche poteva limitare i rischi e gli investimenti necessari per l’adozione delle prime due strategie. In linea con queste tendenze, in effetti, si è verificata, soprattutto a partire dagli anni novanta, un’ondata di fusioni e acquisizioni (e.g. Daimler-Chrysler, Renault-Nissan) che ha generato un discreto aumento del grado di concentrazione del settore a livello globale. Allo stesso tempo, sono aumentati anche gli accordi di collaborazione tra costruttori, meno invasivi rispetto alle fusioni e acquisizioni. L’alleanza tra costruttori più significativa di questi ultimi anni è stata senza dubbio quella tra Fiat e GM, considerando le aree funzionali e geografiche coinvolte dall’iniziativa di collaborazione. Nel punto 1 verranno introdotte le principali caratteristiche della collaborazione tra questi due costruttori, mentre in quelli successivi si focalizzerà più specificamente l’attenzione sulla joint venture Fiat-GM Powertrain (FGP), addetta alla progettazione e produzione di motori e trasmissioni per le case madri. Il punto 2 introduce le principali caratteristiche di governance e struttura organizzativa della joint venture. Nel punto 3 sono introdotte sinteticamente le modalità di imputazione dei costi sostenuti dalla joint venture alle Parent Companies. Nel punto 4 vengono analizzate le efficienze operative portate da FGP. Nel punto 5 viene focalizzata l’attenzione sulle attività di R&D e sugli obiettivi di qualità della joint venture. Il punto 6 tratta il caso del diesel Multijet, uno dei principali prodotti di convergenza della joint venture. Nel punto 7 vengono fatte alcune considerazioni su risultati ottenuti e le prospettive di FGP. Il punto 8, infine, attraverso un richiamo alla letteratura e un confronto con il caso Fiat-PSA, cerca di inquadrare l’alleanza Fiat-GM nel settore auto con particolare riferimento al ruolo di FGP.
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257
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ALLEANZE INTERNAZIONALI; INDUSTRIA DELL'AUTO; FIAT AUTO; GENERAL MOTORS
A. ENRIETTI; F. BARICHELLO
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