L’abuso o l’uso inappropriato di molti antibiotici è strettamente correlato all’allarmante diffondersi dell’antibiotico-resistenza non solo nei batteri patogeni ma anche nella popolazione microbica commensale dell’ospite.La maggiore problematica associata a questa condizione è che batteri commensali antibiotico-resistenti, tra cui i lattobacilli, in grado di sopravvivere alla terapia antibiotica garantendo il corretto equilibrio del microbiota endogeno e ostacolando la proliferazione di organismi patogeni e opportunisti indesiderati, possano fungere, tuttavia, da reservoir genico per la trasmissione dell'antibiotico-resistenza. Un ulteriore rischio è rappresentato anche dalla possibilità che lattobacilli antibiotico-resistenti, dopo traslocazione in altre sedi tramite via ematica, possano essere responsabili di gravi infezioni di difficile eradicazione. Alla luce di queste considerazioni, si è proceduto allo studio in vitro dell’attività funzionale dei leucociti polimorfonucleati (PMN), la prima linea di difesa dell’immunità aspecifica dell’ospite, nei confronti di 3 differenti ceppi di batteri lattici commensali, rispettivamente Lactobacillus acidophilus, L.plantarum e L.gasseri, isolati dal microbiota vaginale e resistenti ai fluorochinoloni (MIC ciprofloxacina > 32 μg/ml). L’analisi dei dati ottenuti ha evidenziato una buona sensibilità di tutti i lattobacilli saggiati all’attività microbicida intracellulare dei PMN, determinata mediante valutazione dell’Indice di Sopravvivenza (IS). In particolare, per L.acidophilus e L.plantarum sono stati rilevati valori di IS pressoché sovrapponibili nei vari tempi di osservazione (30’, 60’, 90’) e corrispondenti a percentuali di killing intracellulare costantemente maggiori del 50%. Per L.gasseri, invece, è stata rilevata una minore sensibilità (30% di killing) ai meccanismi microbicidi intracellulari fino ai 60’ di contatto con i fagociti, ma decisamente incrementata ai 90’, con valori di IS sovrapponibili a quelli osservati per gli altri due lattobacilli. I risultati preliminari emersi da questo studio contribuiscono a dimostrare l’efficacia dei PMN nel contrastare la proliferazione di batteri lattici commensali, indipendentemente dal loro profilo di antibiotico-resistenza, e nel limitare il rischio, maggiormente elevato in soggetti immunodefedati, di una loro eventuale disseminazione incontrollata in distretti anatomici non propri.

Lactobacillus spp. fluorochinoloni resistenti sono “sotto il controllo” dell’attività dei PMN umani

CUFFINI, Annamaria;TULLIO, Viviana Cristina;BANCHE, Giuliana;ROANA, Janira;SCALAS, Daniela;ALLIZOND, VALERIA;MANDRAS, Narcisa;CARLONE, Nicola
2010

Abstract

L’abuso o l’uso inappropriato di molti antibiotici è strettamente correlato all’allarmante diffondersi dell’antibiotico-resistenza non solo nei batteri patogeni ma anche nella popolazione microbica commensale dell’ospite.La maggiore problematica associata a questa condizione è che batteri commensali antibiotico-resistenti, tra cui i lattobacilli, in grado di sopravvivere alla terapia antibiotica garantendo il corretto equilibrio del microbiota endogeno e ostacolando la proliferazione di organismi patogeni e opportunisti indesiderati, possano fungere, tuttavia, da reservoir genico per la trasmissione dell'antibiotico-resistenza. Un ulteriore rischio è rappresentato anche dalla possibilità che lattobacilli antibiotico-resistenti, dopo traslocazione in altre sedi tramite via ematica, possano essere responsabili di gravi infezioni di difficile eradicazione. Alla luce di queste considerazioni, si è proceduto allo studio in vitro dell’attività funzionale dei leucociti polimorfonucleati (PMN), la prima linea di difesa dell’immunità aspecifica dell’ospite, nei confronti di 3 differenti ceppi di batteri lattici commensali, rispettivamente Lactobacillus acidophilus, L.plantarum e L.gasseri, isolati dal microbiota vaginale e resistenti ai fluorochinoloni (MIC ciprofloxacina > 32 μg/ml). L’analisi dei dati ottenuti ha evidenziato una buona sensibilità di tutti i lattobacilli saggiati all’attività microbicida intracellulare dei PMN, determinata mediante valutazione dell’Indice di Sopravvivenza (IS). In particolare, per L.acidophilus e L.plantarum sono stati rilevati valori di IS pressoché sovrapponibili nei vari tempi di osservazione (30’, 60’, 90’) e corrispondenti a percentuali di killing intracellulare costantemente maggiori del 50%. Per L.gasseri, invece, è stata rilevata una minore sensibilità (30% di killing) ai meccanismi microbicidi intracellulari fino ai 60’ di contatto con i fagociti, ma decisamente incrementata ai 90’, con valori di IS sovrapponibili a quelli osservati per gli altri due lattobacilli. I risultati preliminari emersi da questo studio contribuiscono a dimostrare l’efficacia dei PMN nel contrastare la proliferazione di batteri lattici commensali, indipendentemente dal loro profilo di antibiotico-resistenza, e nel limitare il rischio, maggiormente elevato in soggetti immunodefedati, di una loro eventuale disseminazione incontrollata in distretti anatomici non propri.
38° Congresso Nazionale della Società Italiana di Microbiologia
Riccione
17-20 ottobre 2010
Bollettino della SIM
Società Italiana di Microbiologia
12 (1)
155
155
Cuffini AM; Tullio V; Banche G; Roana J; Scalas D; Allizond V; Mandras N; Greco D; Carlone N
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