La clorexidina è un antisettico contenuto in numerosi prodotti per la terapia dermatologica del cane e del gatto. Passate indagini sulla sua attività antifungina hanno originato risultati spesso contrastanti sia per quanto riguarda le concentrazioni efficaci in-vitro sia per ciò che concerne l‘efficacia in vivo. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di valutare, in-vitro, l’attività di un prodotto contenente clorexidina al 4% (Clorexyderm shampoo 4%® , I.C.F.) verso i principali patogeni fungini di cane e gatto utilizzando le cosiddette prove da contatto, e valutare alcuni parametri che possono influenzare l’interpretazione delle prove di efficacia in-vitro. Sono state eseguite 5 prove su Malassezia pachydermatis e 15 su dermatofiti (3 Microsporum gypseum; 7 Trichophyton interdigitale - ex T.mentagrophytes; 5 Microsporum canis), che sono stati testati a partire da spore ottenibili in coltura (macro e microconidi) e dalle forme in- vivo (artroconidi). La metodica utilizzata (UNI EN 1275) consiste nel valutare la diminuzione del numero di microorganismi vitali dopo contatto con l’agente antisettico. Un prodotto viene considerato efficace se determina una diminuzione delle Unità Formanti Colonia (UFC) fungine di almeno 4 unità logaritmiche (diminuzione pari al 99,99%) dopo un contatto di 15 minuti. La sospensione dei germi in esame veniva standardizzata e messa a contatto con il prodotto da testare. Dopo 15 minuti veniva effettuato un passaggio in una soluzione neutralizzante (Tween 80 al 3% e lecitina allo 0,3%) e una successiva semina delle sospensioni. Dopo incubazione a 37°C per 5 giorni (Malassezia) e a 25°C per 7-14 giorni (Dermatofiti) si procedeva alla lettura delle UFC. Tenendo conto delle diluizioni utilizzate si risaliva al numero di UFC - e quindi di microorganismi vitali – ancora presenti nelle sospensioni in esame. Il prodotto testato si è rivelato sempre efficace nei confronti di Malassezia. Per ciò che concerne i dermatofiti si è avuta un’efficacia completa nei confronti di macro e artroconidi di M.canis e M.gypseum. Per T. interdigitale si è avuta un’ efficacia del 20% (1 prova su 5) nei confronti dei microconidi e del 100% sugli artroconidi. Lo studio indica che ad adeguate concentrazioni (4%) la clorexidina dimostra, in vitro, un’elevata attività antimicotica. Le prove utilizzate sono molto stringenti in quanto viene testato un tempo di contatto ben definito, ricalcando ciò che poi avviene in vivo. Secondo gli autori questa metodica simula meglio la realtà applicativa del prodotto rispetto alle cosiddette prove di MIC (Minima Concentrazione Inibente), in cui il fungo è in presenza di concentrazioni costanti del principio attivo, cosa che in vivo evidentemente non avviene. Questo potrebbe spiegare perché l’efficacia in vitro della clorexidina si abbia a concentrazioni molto basse, se testate con MIC (dell’ordine dei µg/ml), mentre in vivo l’efficacia è limitata o viene comunque ottenuta a concentrazioni notevolmente superiori. Inoltre, le prove da contatto permettono di utilizzare il prodotto finito come tale, con adiuvanti, eccipienti, ecc. e quindi di testare l’attività del prodotto nella sua interezza. Infine, la prova da contatto indica senza dubbio un’attività germicida, mentre le prove con MIC solo un’attività inibente. Per ciò che concerne i dermatofiti lo studio ha permesso di valutare l’attività del prodotto sia su forme di sporulazione ottenibili in normali condizioni di coltura (macro e microconidi) sia su artroconidi, che rappresentano la forma di invasione tissutale dei dermatofiti. Per l’attività in-vivo, dato che la concentrazione di clorexidina, così come il tempo di contatto, sembrano i fattori che più incidono sull’efficacia di questo antisettico, il problema è probabilmente legato proprio alla possibilità che si abbiano a livello cutaneo concentrazioni finali e tempi di contatto adeguati. In questo senso, per una validazione definitiva del prodotto in esame, sarebbe opportuno utilizzare condizioni di laboratorio ancora più stringenti, testando il prodotto a diluizioni progressive, e successivamente, con prove in vivo. Anon. Chemical disinfectants and antiseptics – Quantitative suspension test for the evaluation of basic fungicidal or basic yeasticidal activity of chemical disinfectants and antiseptics – Test method and requirements (phase 1). EN 1275. Brussels: European Committee For Standardization, 2005 Boddie R.L., Watts J.L., Nickerson S.C.: In vitro and in vivo evaluation of a 0.5% chlorhexidine gluconate teat dip. Journal of the American Veterinary Medical Association, 196, 890-893, 1990 Moriello K.A., Verbrugge M.: Use of isolated infected spores to determine the sporocidal efficacy of two commercial antifungal rinses against Microsporum canis. Journal compilation ESVD and ACVD 18, 55-58, 2007 Odore R., Colombatti Valle V., Re G.: Efficacy of Chlorhexidine against Some Strains of Cultured and Clinically Isolated Microorganisms. Veterinary Research Communications, 24 (4): 229-238, 2000

Efficacia antimicotica della clorexidina : uno studio in vitro tramite prove da contatto

PASQUETTI, MARIO;PEANO, Andrea
2010-01-01

Abstract

La clorexidina è un antisettico contenuto in numerosi prodotti per la terapia dermatologica del cane e del gatto. Passate indagini sulla sua attività antifungina hanno originato risultati spesso contrastanti sia per quanto riguarda le concentrazioni efficaci in-vitro sia per ciò che concerne l‘efficacia in vivo. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di valutare, in-vitro, l’attività di un prodotto contenente clorexidina al 4% (Clorexyderm shampoo 4%® , I.C.F.) verso i principali patogeni fungini di cane e gatto utilizzando le cosiddette prove da contatto, e valutare alcuni parametri che possono influenzare l’interpretazione delle prove di efficacia in-vitro. Sono state eseguite 5 prove su Malassezia pachydermatis e 15 su dermatofiti (3 Microsporum gypseum; 7 Trichophyton interdigitale - ex T.mentagrophytes; 5 Microsporum canis), che sono stati testati a partire da spore ottenibili in coltura (macro e microconidi) e dalle forme in- vivo (artroconidi). La metodica utilizzata (UNI EN 1275) consiste nel valutare la diminuzione del numero di microorganismi vitali dopo contatto con l’agente antisettico. Un prodotto viene considerato efficace se determina una diminuzione delle Unità Formanti Colonia (UFC) fungine di almeno 4 unità logaritmiche (diminuzione pari al 99,99%) dopo un contatto di 15 minuti. La sospensione dei germi in esame veniva standardizzata e messa a contatto con il prodotto da testare. Dopo 15 minuti veniva effettuato un passaggio in una soluzione neutralizzante (Tween 80 al 3% e lecitina allo 0,3%) e una successiva semina delle sospensioni. Dopo incubazione a 37°C per 5 giorni (Malassezia) e a 25°C per 7-14 giorni (Dermatofiti) si procedeva alla lettura delle UFC. Tenendo conto delle diluizioni utilizzate si risaliva al numero di UFC - e quindi di microorganismi vitali – ancora presenti nelle sospensioni in esame. Il prodotto testato si è rivelato sempre efficace nei confronti di Malassezia. Per ciò che concerne i dermatofiti si è avuta un’efficacia completa nei confronti di macro e artroconidi di M.canis e M.gypseum. Per T. interdigitale si è avuta un’ efficacia del 20% (1 prova su 5) nei confronti dei microconidi e del 100% sugli artroconidi. Lo studio indica che ad adeguate concentrazioni (4%) la clorexidina dimostra, in vitro, un’elevata attività antimicotica. Le prove utilizzate sono molto stringenti in quanto viene testato un tempo di contatto ben definito, ricalcando ciò che poi avviene in vivo. Secondo gli autori questa metodica simula meglio la realtà applicativa del prodotto rispetto alle cosiddette prove di MIC (Minima Concentrazione Inibente), in cui il fungo è in presenza di concentrazioni costanti del principio attivo, cosa che in vivo evidentemente non avviene. Questo potrebbe spiegare perché l’efficacia in vitro della clorexidina si abbia a concentrazioni molto basse, se testate con MIC (dell’ordine dei µg/ml), mentre in vivo l’efficacia è limitata o viene comunque ottenuta a concentrazioni notevolmente superiori. Inoltre, le prove da contatto permettono di utilizzare il prodotto finito come tale, con adiuvanti, eccipienti, ecc. e quindi di testare l’attività del prodotto nella sua interezza. Infine, la prova da contatto indica senza dubbio un’attività germicida, mentre le prove con MIC solo un’attività inibente. Per ciò che concerne i dermatofiti lo studio ha permesso di valutare l’attività del prodotto sia su forme di sporulazione ottenibili in normali condizioni di coltura (macro e microconidi) sia su artroconidi, che rappresentano la forma di invasione tissutale dei dermatofiti. Per l’attività in-vivo, dato che la concentrazione di clorexidina, così come il tempo di contatto, sembrano i fattori che più incidono sull’efficacia di questo antisettico, il problema è probabilmente legato proprio alla possibilità che si abbiano a livello cutaneo concentrazioni finali e tempi di contatto adeguati. In questo senso, per una validazione definitiva del prodotto in esame, sarebbe opportuno utilizzare condizioni di laboratorio ancora più stringenti, testando il prodotto a diluizioni progressive, e successivamente, con prove in vivo. Anon. Chemical disinfectants and antiseptics – Quantitative suspension test for the evaluation of basic fungicidal or basic yeasticidal activity of chemical disinfectants and antiseptics – Test method and requirements (phase 1). EN 1275. Brussels: European Committee For Standardization, 2005 Boddie R.L., Watts J.L., Nickerson S.C.: In vitro and in vivo evaluation of a 0.5% chlorhexidine gluconate teat dip. Journal of the American Veterinary Medical Association, 196, 890-893, 1990 Moriello K.A., Verbrugge M.: Use of isolated infected spores to determine the sporocidal efficacy of two commercial antifungal rinses against Microsporum canis. Journal compilation ESVD and ACVD 18, 55-58, 2007 Odore R., Colombatti Valle V., Re G.: Efficacy of Chlorhexidine against Some Strains of Cultured and Clinically Isolated Microorganisms. Veterinary Research Communications, 24 (4): 229-238, 2000
65° Congresso Internazionale SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari Animali da Compagnia)
Rimini
28-30 maggio 2010
Atti 65° Congresso Internazionale SCIVAC
SCIVAC
327
327
M. Pasquetti; G. Ghibaudo; P. Iannì; A. Peano
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