La divisione del lavoro e delle responsabilità all’interno della famiglia è oggetto di una letteratura ampia ed in continua espansione, ma poca attenzione è stata fino ad oggi dedicata a capire se questa divisione viene trasmessa da una generazione all’altra attraverso il processo di socializzazione, come postula una prospettiva teorica che fa riferimento alla più generale teoria dell’apprendimento sociale. Gli effetti della socializzazione sono alternativamente dati per scontati o considerati irrilevanti, pur in assenza di una solida conoscenza empirica in un senso o nell’altro. Nel nostro paese, in particolare, a nostra conoscenza non esiste alcuno studio che abbia messo a fuoco questo tema. Questo articolo si propone di analizzare se e in quale misura la divisione del lavoro domestico dei genitori ha un effetto su quella messa in atto dai figli in età adulta. L’ambito territoriale di riferimento è la città di Torino, un caso studio di particolare interesse relativamente alla domanda cognitiva che ci si pone. L’analisi, di carattere quantitativo, si basa su dati campionari raccolti ad hoc nell’ambito di una ricerca sull’equità percepita. I risultati segnalano con chiarezza che né per gli uomini né per le donne si può parlare di una trasmissione intergenerazionale della divisione del lavoro domestico. Per i primi l’effetto del modello genitoriale a cui si è stati esposti appare sostanzialmente nullo, mentre per le seconde si riscontra un effetto non coerente con la prospettiva teorica in esame. La socializzazione si dimostra pertanto un debole elemento esplicativo tra tutti i fattori che regolano la divisione del lavoro domestico.

La divisione del lavoro domestico: l’esempio dei genitori conta? Uno studio a Torino

CARRIERO, Renzo;TODESCO, LORENZO
2011-01-01

Abstract

La divisione del lavoro e delle responsabilità all’interno della famiglia è oggetto di una letteratura ampia ed in continua espansione, ma poca attenzione è stata fino ad oggi dedicata a capire se questa divisione viene trasmessa da una generazione all’altra attraverso il processo di socializzazione, come postula una prospettiva teorica che fa riferimento alla più generale teoria dell’apprendimento sociale. Gli effetti della socializzazione sono alternativamente dati per scontati o considerati irrilevanti, pur in assenza di una solida conoscenza empirica in un senso o nell’altro. Nel nostro paese, in particolare, a nostra conoscenza non esiste alcuno studio che abbia messo a fuoco questo tema. Questo articolo si propone di analizzare se e in quale misura la divisione del lavoro domestico dei genitori ha un effetto su quella messa in atto dai figli in età adulta. L’ambito territoriale di riferimento è la città di Torino, un caso studio di particolare interesse relativamente alla domanda cognitiva che ci si pone. L’analisi, di carattere quantitativo, si basa su dati campionari raccolti ad hoc nell’ambito di una ricerca sull’equità percepita. I risultati segnalano con chiarezza che né per gli uomini né per le donne si può parlare di una trasmissione intergenerazionale della divisione del lavoro domestico. Per i primi l’effetto del modello genitoriale a cui si è stati esposti appare sostanzialmente nullo, mentre per le seconde si riscontra un effetto non coerente con la prospettiva teorica in esame. La socializzazione si dimostra pertanto un debole elemento esplicativo tra tutti i fattori che regolano la divisione del lavoro domestico.
2011
25
1
37
64
Carriero Renzo; Todesco Lorenzo
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