I dati relativi alla attività chirurgica ginecologica mettono in evidenza che le procedure endoscopiche, laparoscopia ed isteroscopia, sono in aumento costante. Infatti le indicazioni, a questa chirurgia, fino a pochi anni fa erano limitate alla diagnostica e ad una operatività limitata. Oggi quasi tutti gli interventi ginecologici possono essere eseguiti in laparoscopia con vantaggi evidenti sia per le pazienti (decorso postoperatorio rapido e meno doloroso con recupero in tempi brevi) sia per la Sanità nel suo complesso (minor degenza con minori costi). Questo stato di cose ovviamente richiede un proporzionale aumento dei medici atti ad operare in endoscopia facendo acquisire loro un apprendistato che permetta di lavorare in sicurezza ed autonomia. La curva di apprendimento non è breve e richiede sovente il trasferimento temporaneo in centri di eccellenza oppure la partecipazione a Corsi pratici per anni con conseguenti problemi professionali e logistici non indifferenti. La questione del training e dell’insegnamento nella Chirurgia Endoscopica è stato recentemente sottolineato da una pubblicazione del Ministero della Salute in Olanda basata su una indagine iniziata per l’inaccettabile numero di complicanze (anche letali) negli interventi routinari laparoscopici. Lo studio ministeriale sulla qualità delle più comuni procedure laparoscopiche sia generali che ginecologiche, mirava a valutare il modo sul quale la salute e la sicurezza del paziente veniva assicurata. La relazione concludeva che il training nella chirurgia laparoscopica risultava strutturalmente inadeguato. In sostanza risulta che gli standard che dovrebbero permettere ai chirurghi di operare autonomamente non sono stati definiti. Può accadere che l’operatore, pur conoscendo le tecniche chirurgiche, sia in difficoltà per l’orientamento ed i movimenti nel campo operatorio (visione bidimensionale indiretta). Recenti studi, nella direzione dell’omologazione dell’insegnamento, hanno permesso di gettare le basi per permettere di superare i problemi pratici legati alle difficoltà nella coordinazione motoria e manualità in chirurgica endoscopica. Negli Stati Uniti, ad esempio, la Società dei Chirurghi Endoscopisti Gastrointestinali (SAGES) ha provveduto a creare un programma per l’insegnamento permanente, scientificamente riconosciuto, che offre agli specializzandi e ai clinici che già praticano l’opportunità di apprendere i fondamentali in chirurgia laparoscopica certificandone l’apprendimento. In Europa sono attivi vari centri di riferimento che provvedono all’insegnamento, ma non esiste una standardizzazione omogenea sulla valutazione finale degli allievi. Inoltre i risultati ottenuti con molti corsi (es. le ore di training ed il numero di procedure necessarie per raggiungere il profitto richiesto) sono documentati in modo insufficiente. In conclusione la rilevanza clinica ottenuta sovente non viene scientificamente validata. Si avverte, quindi, la necessità di programmi specifici per acquisire capacità psicomotorie in laparoscopia che vengano certificate con dati obiettivi perdimostrare il raggiungimento di una curva di apprendimento validata a livello europeo. La European Academy of Gynecological Surgery (The Academy) in collaborazione con la Società Europea di Endoscopia Ginecologica (ESGE) e the European Board and College of Obstetrics and Gynecological (EBCOG) ha approntato un sistema di insegnamento basato non solo sulle conoscenze teoriche dei principi di chirurgia laparoscopica ma anche sulle acquisizioni delle capacità psicomotorie con un semplice sistema di esercizi controllati e validati. Il sistema di valutazione obiettiva messo a punto dal gruppo belga diretto dal Prof R. Campo è stato presentato nel 2006 nell’ambito del consenso scientifico internazionale. Il modello LASTT (Laparoscopic Skills Testing and Training) si basa su esercizi che simulano tutti i possibili movimenti nella pelvi e addome. Esso è costituito da una piattaforma con 2 moduli posteriori, 2 centrali e due anteriori. I moduli possono accogliere vari inserti a seconda degli esercizi. Il modello LASTT viene inserito in un simulatore di Szabo che è collegato ad un telepack (colonna compatta con monitor, fonte di luce e video camera). Gli esercizi vengono eseguiti con strumenti laparoscopici standard: ottiche da 10mm a 30° e 0°, pinze Kelly da dissezione da 5 mm, pinze Matkowitz da presa da 5 mm e porta-aghi da 5 mm. Gli esercizi base, di 3 tipi, sono eseguiti valutando i tempi impiegati. Lo scopo di questi primi è quello di valutare le capacità di orientamento, quelle di movimento e coordinazione. Altri due esercizi, eseguiti su una piattaforma specifica, permettono di valutare le capacità ad eseguire nodi endoscopici e applicare punti di sutura. Si pensa che l’efficacia del training ai simulatori, con l’integrazione di basi teoriche ed una omogenea valutazione finale, permetta di accedere alle sale operatorie con la necessaria sicurezza richiesta. Considerando l’elevato numero di procedure chirurgiche nell’ambito dell’AO Ospedale Infantile Regina Margherita-S.Anna (circa 11.0000/anno) ed il trend, che indica un implemento dell’ endoscopia ginecologica, si pensa che il compito formativo del Dipartimento Universitario si concretizzi con un Corso permanente teorico-pratico per la preparazione di nuovi chirurghi che possano operare in questa particolare branca ginecologica. Ambito Training Center, Dipartimento di Discipline Ginecologiche ed Ostetriche dell’Università di Torino presso presidio Ospedaliero S. Anna, via Ventimiglia 3 Obiettivi 1. Appianare: le conoscenze teoriche in chirurgia laparoscopica (ed isteroscopica) e le conoscenze degli strumenti, apparecchiature e materiali specifici. 2. Creare e migliorare: le capacità di orientamento spaziale e coordinazione psicomotoria (con Score finale validato dall’Academy-ESGE) 3. Preparare alle tecniche specifiche necessarie all’autonomia del chirurgo endoscopista (esecuzione suture, conoscenza delle gestioni delle complicanze) 4. Collaborare con il tutoring in sala alla crescita professionale dei chirurghi nella routine e nei casi complessi 5. Rimanere un punto di riferimento per l’aggiornaemnto continuo e l’implementazione del bagaglio tecnico e clinico nel settore endoscopico Strumenti e metodi 1. Lezioni teoriche nel Trainig Center con inserimento pratico nel “mondo” della chirurgia endoscopica. 2. Esercitazioni pratiche ai simulatori (con Tutor esperti) per attuare il percorso dell’Academy cn una valutazione finale validata a livello europeo 3. Attività chirurgica in sala operatoria per applicare le tecniche acquisite affiancando operatori esperti con funzioni di tutors 4. Esecuzione della chirurgia routinaria autonomamente sotto la supervisione di esperti sempre presenti e disponibili 5. Riunioni preliminari per la discussione dei casi e la preparazione delle strategie chirurgiche e postoperatorie per la valutazione complessiva dell’operato. Destinatari Ginecologi, specializzandi in ginecologia ed ostetricia, strumentisti e personale di sala (Corsi specifici) Durata Il percorso del discente ha una durata di un mese. La prima settimana saranno presentati e discussi temi di basilare utilità per accedere alla chirurgia endoscopica (anatomia, tecniche di accesso, strumentazioni, complicanze e gestione delle correnti elettriche). Inoltre per due giorni si utilizzeranno i simulatori della pelvi per allenarsi all’orientamento e alla coordinazione. Sempre sui simulatori, sarà possibile eseguire suture con annodamenti sia intra che extracorporei. Durante le 3 settimane successive gli allievi potranno partecipare direttamente alle sedute operatorie di laparoscopia con gli stessi insegnanti del corso, i quali gradualmente e progressivamente li metteranno nelle condizioni di poter eseguire un intervento semplice laparoscopico da 1° operatore. Organizzazione Il numero degli allievi per ogni corso non deve superare le 4 unità sia per poter utilizzare i simulatori in modo proficuo e continuativo sia per poter, nella fase pratica in sala operatoria, essere quotidianamente partecipi nell’equipe di laparoscopia. La fase teorica e l’utilizzo dei simulatori si svolgerà all’interno dei locali specifici denominati Training Center e situati al piano terra del Dipartimento Universitario Ospedale S.Anna. La fase pratica si svolgerà all’interno delle Sale Operatorie dell’Università site al I piano. Obiettivo finale Dare la possibilità ai corsisti di accedere alla chirurgia laparoscopica ginecologica con le dovute competenze, capacità ed in totale sicurezza. Nell’ambito dell’attività tutoriale ai simulatori è prevista una valutazione, basata su di uno score specifico, tale da equiparare l’allievo ad un livello previsto dalla European Academy of Gynecological Surgery, in collaborazione con la European Society of Gynecological Endoscopy (ESGE) e con la European Board and College of Obstetrics and Gynecological (EBCOG).

CORSO PERMANENTE di formazione in endoscopia ginecologica 2011

BENEDETTO, Chiara;MARCHINO, Gian Luigi
2011

Abstract

I dati relativi alla attività chirurgica ginecologica mettono in evidenza che le procedure endoscopiche, laparoscopia ed isteroscopia, sono in aumento costante. Infatti le indicazioni, a questa chirurgia, fino a pochi anni fa erano limitate alla diagnostica e ad una operatività limitata. Oggi quasi tutti gli interventi ginecologici possono essere eseguiti in laparoscopia con vantaggi evidenti sia per le pazienti (decorso postoperatorio rapido e meno doloroso con recupero in tempi brevi) sia per la Sanità nel suo complesso (minor degenza con minori costi). Questo stato di cose ovviamente richiede un proporzionale aumento dei medici atti ad operare in endoscopia facendo acquisire loro un apprendistato che permetta di lavorare in sicurezza ed autonomia. La curva di apprendimento non è breve e richiede sovente il trasferimento temporaneo in centri di eccellenza oppure la partecipazione a Corsi pratici per anni con conseguenti problemi professionali e logistici non indifferenti. La questione del training e dell’insegnamento nella Chirurgia Endoscopica è stato recentemente sottolineato da una pubblicazione del Ministero della Salute in Olanda basata su una indagine iniziata per l’inaccettabile numero di complicanze (anche letali) negli interventi routinari laparoscopici. Lo studio ministeriale sulla qualità delle più comuni procedure laparoscopiche sia generali che ginecologiche, mirava a valutare il modo sul quale la salute e la sicurezza del paziente veniva assicurata. La relazione concludeva che il training nella chirurgia laparoscopica risultava strutturalmente inadeguato. In sostanza risulta che gli standard che dovrebbero permettere ai chirurghi di operare autonomamente non sono stati definiti. Può accadere che l’operatore, pur conoscendo le tecniche chirurgiche, sia in difficoltà per l’orientamento ed i movimenti nel campo operatorio (visione bidimensionale indiretta). Recenti studi, nella direzione dell’omologazione dell’insegnamento, hanno permesso di gettare le basi per permettere di superare i problemi pratici legati alle difficoltà nella coordinazione motoria e manualità in chirurgica endoscopica. Negli Stati Uniti, ad esempio, la Società dei Chirurghi Endoscopisti Gastrointestinali (SAGES) ha provveduto a creare un programma per l’insegnamento permanente, scientificamente riconosciuto, che offre agli specializzandi e ai clinici che già praticano l’opportunità di apprendere i fondamentali in chirurgia laparoscopica certificandone l’apprendimento. In Europa sono attivi vari centri di riferimento che provvedono all’insegnamento, ma non esiste una standardizzazione omogenea sulla valutazione finale degli allievi. Inoltre i risultati ottenuti con molti corsi (es. le ore di training ed il numero di procedure necessarie per raggiungere il profitto richiesto) sono documentati in modo insufficiente. In conclusione la rilevanza clinica ottenuta sovente non viene scientificamente validata. Si avverte, quindi, la necessità di programmi specifici per acquisire capacità psicomotorie in laparoscopia che vengano certificate con dati obiettivi perdimostrare il raggiungimento di una curva di apprendimento validata a livello europeo. La European Academy of Gynecological Surgery (The Academy) in collaborazione con la Società Europea di Endoscopia Ginecologica (ESGE) e the European Board and College of Obstetrics and Gynecological (EBCOG) ha approntato un sistema di insegnamento basato non solo sulle conoscenze teoriche dei principi di chirurgia laparoscopica ma anche sulle acquisizioni delle capacità psicomotorie con un semplice sistema di esercizi controllati e validati. Il sistema di valutazione obiettiva messo a punto dal gruppo belga diretto dal Prof R. Campo è stato presentato nel 2006 nell’ambito del consenso scientifico internazionale. Il modello LASTT (Laparoscopic Skills Testing and Training) si basa su esercizi che simulano tutti i possibili movimenti nella pelvi e addome. Esso è costituito da una piattaforma con 2 moduli posteriori, 2 centrali e due anteriori. I moduli possono accogliere vari inserti a seconda degli esercizi. Il modello LASTT viene inserito in un simulatore di Szabo che è collegato ad un telepack (colonna compatta con monitor, fonte di luce e video camera). Gli esercizi vengono eseguiti con strumenti laparoscopici standard: ottiche da 10mm a 30° e 0°, pinze Kelly da dissezione da 5 mm, pinze Matkowitz da presa da 5 mm e porta-aghi da 5 mm. Gli esercizi base, di 3 tipi, sono eseguiti valutando i tempi impiegati. Lo scopo di questi primi è quello di valutare le capacità di orientamento, quelle di movimento e coordinazione. Altri due esercizi, eseguiti su una piattaforma specifica, permettono di valutare le capacità ad eseguire nodi endoscopici e applicare punti di sutura. Si pensa che l’efficacia del training ai simulatori, con l’integrazione di basi teoriche ed una omogenea valutazione finale, permetta di accedere alle sale operatorie con la necessaria sicurezza richiesta. Considerando l’elevato numero di procedure chirurgiche nell’ambito dell’AO Ospedale Infantile Regina Margherita-S.Anna (circa 11.0000/anno) ed il trend, che indica un implemento dell’ endoscopia ginecologica, si pensa che il compito formativo del Dipartimento Universitario si concretizzi con un Corso permanente teorico-pratico per la preparazione di nuovi chirurghi che possano operare in questa particolare branca ginecologica. Ambito Training Center, Dipartimento di Discipline Ginecologiche ed Ostetriche dell’Università di Torino presso presidio Ospedaliero S. Anna, via Ventimiglia 3 Obiettivi 1. Appianare: le conoscenze teoriche in chirurgia laparoscopica (ed isteroscopica) e le conoscenze degli strumenti, apparecchiature e materiali specifici. 2. Creare e migliorare: le capacità di orientamento spaziale e coordinazione psicomotoria (con Score finale validato dall’Academy-ESGE) 3. Preparare alle tecniche specifiche necessarie all’autonomia del chirurgo endoscopista (esecuzione suture, conoscenza delle gestioni delle complicanze) 4. Collaborare con il tutoring in sala alla crescita professionale dei chirurghi nella routine e nei casi complessi 5. Rimanere un punto di riferimento per l’aggiornaemnto continuo e l’implementazione del bagaglio tecnico e clinico nel settore endoscopico Strumenti e metodi 1. Lezioni teoriche nel Trainig Center con inserimento pratico nel “mondo” della chirurgia endoscopica. 2. Esercitazioni pratiche ai simulatori (con Tutor esperti) per attuare il percorso dell’Academy cn una valutazione finale validata a livello europeo 3. Attività chirurgica in sala operatoria per applicare le tecniche acquisite affiancando operatori esperti con funzioni di tutors 4. Esecuzione della chirurgia routinaria autonomamente sotto la supervisione di esperti sempre presenti e disponibili 5. Riunioni preliminari per la discussione dei casi e la preparazione delle strategie chirurgiche e postoperatorie per la valutazione complessiva dell’operato. Destinatari Ginecologi, specializzandi in ginecologia ed ostetricia, strumentisti e personale di sala (Corsi specifici) Durata Il percorso del discente ha una durata di un mese. La prima settimana saranno presentati e discussi temi di basilare utilità per accedere alla chirurgia endoscopica (anatomia, tecniche di accesso, strumentazioni, complicanze e gestione delle correnti elettriche). Inoltre per due giorni si utilizzeranno i simulatori della pelvi per allenarsi all’orientamento e alla coordinazione. Sempre sui simulatori, sarà possibile eseguire suture con annodamenti sia intra che extracorporei. Durante le 3 settimane successive gli allievi potranno partecipare direttamente alle sedute operatorie di laparoscopia con gli stessi insegnanti del corso, i quali gradualmente e progressivamente li metteranno nelle condizioni di poter eseguire un intervento semplice laparoscopico da 1° operatore. Organizzazione Il numero degli allievi per ogni corso non deve superare le 4 unità sia per poter utilizzare i simulatori in modo proficuo e continuativo sia per poter, nella fase pratica in sala operatoria, essere quotidianamente partecipi nell’equipe di laparoscopia. La fase teorica e l’utilizzo dei simulatori si svolgerà all’interno dei locali specifici denominati Training Center e situati al piano terra del Dipartimento Universitario Ospedale S.Anna. La fase pratica si svolgerà all’interno delle Sale Operatorie dell’Università site al I piano. Obiettivo finale Dare la possibilità ai corsisti di accedere alla chirurgia laparoscopica ginecologica con le dovute competenze, capacità ed in totale sicurezza. Nell’ambito dell’attività tutoriale ai simulatori è prevista una valutazione, basata su di uno score specifico, tale da equiparare l’allievo ad un livello previsto dalla European Academy of Gynecological Surgery, in collaborazione con la European Society of Gynecological Endoscopy (ESGE) e con la European Board and College of Obstetrics and Gynecological (EBCOG).
Benedetto C.; Marchino G.L.
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