Negli ultimi anni sono aumentate le evidenze che alterazioni nella composizione della popolazione microbica intestinale e, quindi del microbioma, possano essere implicate nell’insorgenza di patologie allergiche e gastrointestinali in particolar modo nei bambini. L’OMS consiglia di allattare il neonato esclusivamente al seno fino al sesto mese di vita, per assicurargli un migliore sviluppo neurocomportamentale, un’efficace difesa dalle infezioni e per prevenire ogni tipo di forma allergica: tuttavia, questo non può essere sempre possibile rendendo così necessaria un’integrazione con latte artificiale. Una dieta a base di latte materno può indurre lo sviluppo di una popolazione ricca di bifidobatteri e promuovere la colonizzazione da parte dei lattobacilli impedendo lo sviluppo di batteri potenzialmente patogeni. L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’influenza del tipo di alimentazione (latte materno, artificiale o allattamento misto) sullo sviluppo e composizione del microbioma dei lattanti, con particolare attenzione alla presenza dei lattobacilli e dei bifidobatteri dopo terapia con antibiotici, probiotici od associazione dei due. Sono stati raccolti campioni di feci di bambini di età compresa tra 0-6 e 7-12 mesi per poter meglio valutare le differenze nella microflora tra i lattanti ed i bambini che hanno iniziato ad assumere alimenti complementari (dopo 6 mesi). I risultati evidenziano una differente colonizzazione batterica nei bambini allattati al seno che presentano livelli più elevati di bifidobatteri ma minori di lattobacilli rispetto a quelli allattati artificialmente. Nei bambini sani, con lo svezzamento, aumentano, seppur in modo non significativo, sia i livelli di bifidobatteri che di lattobacilli. Per i soggetti in terapia antibiotica con carica microbica alterata l’allattamento materno determina un aumento dei lattobacilli e dei bifidobatteri paragonabile a quello dei sani; nell’allattamento artificiale si osserva solo un aumento dei lattobacilli. Infine, l’allattamento misto determina un aumento dei bifidobatteri esclusivamente dopo l’utilizzo dei probiotici. Poiché su alcuni fattori che influenzano la composizione del microbioma è difficile o impossibile intervenire (tipo di parto,età gestazionale, peso alla nascita), l'intervento nutrizionale può essere un importante mezzo per influenzare la composizione batterica intestinale e prevenire il dismicrobismo, agendo direttamente sull'alimentazione dei bambini o su quella materna durante la gravidanza e l’allattamento.

Lattobacilli e bifidobatteri nei lattanti: influenza di diversi tipi di alimentazione sullo sviluppo della popolazione microbica intestinale dopo somministrazione di antibiotici e/o probiotici

ROANA, Janira;MANDRAS, Narcisa;FORNASERO, Stefania;AMISANO, Gabriella;ALLIZOND, VALERIA;BANCHE, Giuliana;SCALAS, Daniela;CUFFINI, Annamaria;TULLIO, Viviana Cristina
2014

Abstract

Negli ultimi anni sono aumentate le evidenze che alterazioni nella composizione della popolazione microbica intestinale e, quindi del microbioma, possano essere implicate nell’insorgenza di patologie allergiche e gastrointestinali in particolar modo nei bambini. L’OMS consiglia di allattare il neonato esclusivamente al seno fino al sesto mese di vita, per assicurargli un migliore sviluppo neurocomportamentale, un’efficace difesa dalle infezioni e per prevenire ogni tipo di forma allergica: tuttavia, questo non può essere sempre possibile rendendo così necessaria un’integrazione con latte artificiale. Una dieta a base di latte materno può indurre lo sviluppo di una popolazione ricca di bifidobatteri e promuovere la colonizzazione da parte dei lattobacilli impedendo lo sviluppo di batteri potenzialmente patogeni. L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’influenza del tipo di alimentazione (latte materno, artificiale o allattamento misto) sullo sviluppo e composizione del microbioma dei lattanti, con particolare attenzione alla presenza dei lattobacilli e dei bifidobatteri dopo terapia con antibiotici, probiotici od associazione dei due. Sono stati raccolti campioni di feci di bambini di età compresa tra 0-6 e 7-12 mesi per poter meglio valutare le differenze nella microflora tra i lattanti ed i bambini che hanno iniziato ad assumere alimenti complementari (dopo 6 mesi). I risultati evidenziano una differente colonizzazione batterica nei bambini allattati al seno che presentano livelli più elevati di bifidobatteri ma minori di lattobacilli rispetto a quelli allattati artificialmente. Nei bambini sani, con lo svezzamento, aumentano, seppur in modo non significativo, sia i livelli di bifidobatteri che di lattobacilli. Per i soggetti in terapia antibiotica con carica microbica alterata l’allattamento materno determina un aumento dei lattobacilli e dei bifidobatteri paragonabile a quello dei sani; nell’allattamento artificiale si osserva solo un aumento dei lattobacilli. Infine, l’allattamento misto determina un aumento dei bifidobatteri esclusivamente dopo l’utilizzo dei probiotici. Poiché su alcuni fattori che influenzano la composizione del microbioma è difficile o impossibile intervenire (tipo di parto,età gestazionale, peso alla nascita), l'intervento nutrizionale può essere un importante mezzo per influenzare la composizione batterica intestinale e prevenire il dismicrobismo, agendo direttamente sull'alimentazione dei bambini o su quella materna durante la gravidanza e l’allattamento.
X Congresso Nazionale della Società Italiana di Microbiologia Farmaceutica (SIMiF)
Chieti
6 - 7 giugno 2014
Riassunti
Congresso SIMiF
69
69
microbioma intestinale lattanti, latte materno, latte artificiale, allattamento misto, terapia antibiotica, lattobacilli, bifidobatteri
ROANA J.; MANDRAS N.; FORNASERO S.; AMISANO G.; SAVINO F.; ALLIZOND V.; BANCHE G.; SCALAS D.; CUFFINI AM; TULLIO V.
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