La ricerca si configura come una delle linee di azione contemplate dall’articolato progetto approvato e finanziato dal Programma Operativo Regionale, grazie a fondi europei (Bando FSE OB 3, asse E - Pari Opportunità, Linea 4 - Azione 4.2: Aiuti agli attori delle Pari Opportunità), finalizzati a sostenere attività rivolte al mondo della scuola e tese ad introdurre, nei meccanismi di trasmissione culturale, elementi attinenti alla valorizzazione della differenza di genere. Lo studio è idealmente strutturato in due momenti. Il primo si dirige a problematizzare il tema oggetto di analisi, per richiamare l’attenzione su alcuni concetti trasversali che costituiscono ragione e fondamento della ‘cultura della parità e del valore delle differenze’. Si tratta di ostacoli che si frappongono alla piena cittadinanza delle donne – sex typing, segregazione occupazionale, soffitto di cristallo, svantaggio retributivo, doppia presenza – o che si candidano a sostenere la valorizzazione del potenziale femminile – pari opportunità, azioni positive, diversity management –. Vengono così proposte e validate le chiavi di lettura che vanno lentamente configurandosi come strumenti interpretativi delle difficoltà sperimentate e delle potenziali risposta alle “sfide” emergenti nell’intervento a favore del riequilibrio delle chance di vita, ovvero come conoscenze dirette a strutturare una rinnovata sensibilità dei diversi attori in tal senso impegnati. Il secondo pone in essere un’analisi della ‘cultura di parità’ esistente in sede locale e della capacità del territorio novarese di valorizzare le differenze di genere quale fonte aggiuntiva del capitale sociale proprio della comunità. I temi indagati spaziano, infatti, dal monitoraggio della conoscenza da parte degli studenti delle espressioni tipiche delle politiche e delle azioni di ‘pari opportunità, all’individuazione delle lacune informative in materia; dalla mappatura della percezione dell’esistenza di ostacoli e stereotipi tesi a standardizzare la progettualità degli individui dotati di un’identità di genere declinata al femminile o al maschile, all’individuazione dell’opinione circa dimensioni e dinamiche che originano o possono ostacolare l’insorgere di processi di discriminazione. L’analisi di sfondo è realizzata attraverso una rassegna critica della letteratura accademica ed istituzionale e si dirige a circoscrivere il corretto significato dei termini che compongono il ‘lessico delle pari opportunità’ e ad identificare le loro dimensioni costitutive. Il bilancio delle conoscenze a disposizione degli studenti degli istituti superiori della Provincia è invece tracciato per mezzo di un’indagine esaustiva, che ha coinvolto i 6.343 iscritti alle classi IV e V, con un tasso di ritorno pari all’88,7%. I dati sono raccolti attraverso un questionario, nel quale: sono state rilevate con domande a risposta chiusa tutta una serie di informazioni che hanno a che fare con opinioni consolidate o alla rappresentazione di eventi e di situazioni osservabili, mentre si è ricorso al testo libero per i temi dell’interpretazione del significato di espressioni tipiche della cultura di parità o dell’intervento per la sua affermazione, nonché delle motivazioni che si pongono alla base dell’indirizzo formativo, per i quali non risulta possibile, o sarebbe riduttiva, la formulazione di un’insieme predefinito opzioni. Il piano di elaborazione delle informazioni prevede: a) l’analisi del contenuto delle risposte degli studenti in forma di testo libero e la successiva ricodifica in categorie standardizzate b) l’elaborazione statistica delle risposta agli interrogativi strutturati e delle variabili risultanti dalla decodifica. I risultati sono presentati mediante tassonomie ed in forma tabellare, nonché per mezzo di stralci delle affermazioni dei ragazzi coinvolti, citati a titolo di esempio delle situazioni più comuni. Nel complesso l’indagine mette a fuoco una situazione tendenzialmente positiva, sia pur articolata in modo differenziato a seguito dell’operare di alcune appartenenze (veicolate da variabili quali età, genere, modelli familiari, percorsi formativi…), che invita a lavorare sullo sviluppo dei risultati già raggiunti, attraverso azioni di supporto tese ad integrare, in un’ottica alternativa, i messaggi già trasmessi. In estrema sintesi si può affermare che, come prevedibile, l’abitudine a relazionarsi con il linguaggio tipico dell’universo delle ‘pari opportunità’ e delle ‘azioni positive’ che ne sono presupposto decresca al crescere della specificità e dell’incisività delle componenti considerate e che i significati attribuiti non sempre rispecchino in maniera puntuale le effettive valenze delle locuzioni utilizzate, denotando uno ‘spazio dell’individualità’ che può, al limite, costituire ragione di ampliamento dei contenuti e delle accezioni. L’indagine è stata realizzata con la collaborazione l’Assessorato alle pari opportunità della Provincia di Novara, i cui incaricati si sono occupati della somministrazione del questionario e dell’organizzazione dei dati nella matrice ‘casi per variabili’, della realizzazione dell’evento finale e della gestione di tutte le attività di comunicazione. Alla scrivente sono invece attribuibili l’analisi del contenuto delle risposte aperte e la loro ricodifica in categorie standardizzate, l’elaborazione dei dati quantitativi e la stesura del rapporto di ricerca.

'Cultura di parità' e 'valore delle differenze'. Un'indagine tra i giovani degli istituti superiori di Novara

CUGNO, Anna;CUGNO, MONICA
2006

Abstract

La ricerca si configura come una delle linee di azione contemplate dall’articolato progetto approvato e finanziato dal Programma Operativo Regionale, grazie a fondi europei (Bando FSE OB 3, asse E - Pari Opportunità, Linea 4 - Azione 4.2: Aiuti agli attori delle Pari Opportunità), finalizzati a sostenere attività rivolte al mondo della scuola e tese ad introdurre, nei meccanismi di trasmissione culturale, elementi attinenti alla valorizzazione della differenza di genere. Lo studio è idealmente strutturato in due momenti. Il primo si dirige a problematizzare il tema oggetto di analisi, per richiamare l’attenzione su alcuni concetti trasversali che costituiscono ragione e fondamento della ‘cultura della parità e del valore delle differenze’. Si tratta di ostacoli che si frappongono alla piena cittadinanza delle donne – sex typing, segregazione occupazionale, soffitto di cristallo, svantaggio retributivo, doppia presenza – o che si candidano a sostenere la valorizzazione del potenziale femminile – pari opportunità, azioni positive, diversity management –. Vengono così proposte e validate le chiavi di lettura che vanno lentamente configurandosi come strumenti interpretativi delle difficoltà sperimentate e delle potenziali risposta alle “sfide” emergenti nell’intervento a favore del riequilibrio delle chance di vita, ovvero come conoscenze dirette a strutturare una rinnovata sensibilità dei diversi attori in tal senso impegnati. Il secondo pone in essere un’analisi della ‘cultura di parità’ esistente in sede locale e della capacità del territorio novarese di valorizzare le differenze di genere quale fonte aggiuntiva del capitale sociale proprio della comunità. I temi indagati spaziano, infatti, dal monitoraggio della conoscenza da parte degli studenti delle espressioni tipiche delle politiche e delle azioni di ‘pari opportunità, all’individuazione delle lacune informative in materia; dalla mappatura della percezione dell’esistenza di ostacoli e stereotipi tesi a standardizzare la progettualità degli individui dotati di un’identità di genere declinata al femminile o al maschile, all’individuazione dell’opinione circa dimensioni e dinamiche che originano o possono ostacolare l’insorgere di processi di discriminazione. L’analisi di sfondo è realizzata attraverso una rassegna critica della letteratura accademica ed istituzionale e si dirige a circoscrivere il corretto significato dei termini che compongono il ‘lessico delle pari opportunità’ e ad identificare le loro dimensioni costitutive. Il bilancio delle conoscenze a disposizione degli studenti degli istituti superiori della Provincia è invece tracciato per mezzo di un’indagine esaustiva, che ha coinvolto i 6.343 iscritti alle classi IV e V, con un tasso di ritorno pari all’88,7%. I dati sono raccolti attraverso un questionario, nel quale: sono state rilevate con domande a risposta chiusa tutta una serie di informazioni che hanno a che fare con opinioni consolidate o alla rappresentazione di eventi e di situazioni osservabili, mentre si è ricorso al testo libero per i temi dell’interpretazione del significato di espressioni tipiche della cultura di parità o dell’intervento per la sua affermazione, nonché delle motivazioni che si pongono alla base dell’indirizzo formativo, per i quali non risulta possibile, o sarebbe riduttiva, la formulazione di un’insieme predefinito opzioni. Il piano di elaborazione delle informazioni prevede: a) l’analisi del contenuto delle risposte degli studenti in forma di testo libero e la successiva ricodifica in categorie standardizzate b) l’elaborazione statistica delle risposta agli interrogativi strutturati e delle variabili risultanti dalla decodifica. I risultati sono presentati mediante tassonomie ed in forma tabellare, nonché per mezzo di stralci delle affermazioni dei ragazzi coinvolti, citati a titolo di esempio delle situazioni più comuni. Nel complesso l’indagine mette a fuoco una situazione tendenzialmente positiva, sia pur articolata in modo differenziato a seguito dell’operare di alcune appartenenze (veicolate da variabili quali età, genere, modelli familiari, percorsi formativi…), che invita a lavorare sullo sviluppo dei risultati già raggiunti, attraverso azioni di supporto tese ad integrare, in un’ottica alternativa, i messaggi già trasmessi. In estrema sintesi si può affermare che, come prevedibile, l’abitudine a relazionarsi con il linguaggio tipico dell’universo delle ‘pari opportunità’ e delle ‘azioni positive’ che ne sono presupposto decresca al crescere della specificità e dell’incisività delle componenti considerate e che i significati attribuiti non sempre rispecchino in maniera puntuale le effettive valenze delle locuzioni utilizzate, denotando uno ‘spazio dell’individualità’ che può, al limite, costituire ragione di ampliamento dei contenuti e delle accezioni. L’indagine è stata realizzata con la collaborazione l’Assessorato alle pari opportunità della Provincia di Novara, i cui incaricati si sono occupati della somministrazione del questionario e dell’organizzazione dei dati nella matrice ‘casi per variabili’, della realizzazione dell’evento finale e della gestione di tutte le attività di comunicazione. Alla scrivente sono invece attribuibili l’analisi del contenuto delle risposte aperte e la loro ricodifica in categorie standardizzate, l’elaborazione dei dati quantitativi e la stesura del rapporto di ricerca.
discriminazioni di genere; pari opportunità; azioni positive; cultura di parità; cittadinanza delle donne
A. CUGNO; M. CUGNO
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