Il mondo è preda di poteri selvaggi, che fagocitano la rappresentanza e le istituzioni, frantumano e plasmano la società, liquidano i diritti: la barbarie è una minaccia che incombe. Gaetano Azzariti, in Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio (Laterza, Roma-Bari, 2021), scava nelle cause profonde del naufragio del tempo presente, alla ricerca di una rotta che proietti la società verso un futuro che abbia al centro la dignità della persona. In un percorso intenso, che si rivolge alle «anime inquiete», che avvertono il malessere della società, retrocede alle radici per trovare una via per cambiare lo stato delle cose, per contrastare lo «sviluppo disumanizzato» dominante. La ricerca delle ragioni della crisi si coniuga, prospettando un futuro possibile, con la consapevolezza, ancorata ad una concezione materialistica, che nulla è predeterminato, sulla scia dell’interpretazione storica di Vico, della sua ciclicità non lineare: si può arrestare la corsa verso la barbarie, così come precipitare nel «ricorso». La storia è l’esito dell’azione di persone concrete, in un’accezione dialettica, che si fonda sul conflitto, sull’antagonismo tra le forze sociali, dove il soggetto della trasformazione è l’oppresso che lotta per la propria «degnità» (Vico), in una prospettiva che guarda alle forze materiali, a «come e per quali ceti sociali si governa».

Una nuova rotta per arginare il naufragio dell’epoca presente

Algostino
2021-01-01

Abstract

Il mondo è preda di poteri selvaggi, che fagocitano la rappresentanza e le istituzioni, frantumano e plasmano la società, liquidano i diritti: la barbarie è una minaccia che incombe. Gaetano Azzariti, in Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio (Laterza, Roma-Bari, 2021), scava nelle cause profonde del naufragio del tempo presente, alla ricerca di una rotta che proietti la società verso un futuro che abbia al centro la dignità della persona. In un percorso intenso, che si rivolge alle «anime inquiete», che avvertono il malessere della società, retrocede alle radici per trovare una via per cambiare lo stato delle cose, per contrastare lo «sviluppo disumanizzato» dominante. La ricerca delle ragioni della crisi si coniuga, prospettando un futuro possibile, con la consapevolezza, ancorata ad una concezione materialistica, che nulla è predeterminato, sulla scia dell’interpretazione storica di Vico, della sua ciclicità non lineare: si può arrestare la corsa verso la barbarie, così come precipitare nel «ricorso». La storia è l’esito dell’azione di persone concrete, in un’accezione dialettica, che si fonda sul conflitto, sull’antagonismo tra le forze sociali, dove il soggetto della trasformazione è l’oppresso che lotta per la propria «degnità» (Vico), in una prospettiva che guarda alle forze materiali, a «come e per quali ceti sociali si governa».
11 giugno
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https://ilmanifesto.it/una-nuova-rotta-per-arginare-il-naufragio-dellepoca-presente/
costituzionalismo, partiti, rappresentanza, crisi, diritto, storia, conflitto, Europa
Algostino
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