Se il ferrarese Alfonso Gioia (1621-1687) non riuscì a terminare la propria Spositione dantesca, lasciata interrotta all’altezza di Inf., XXV, fu anche per la sua naturale propensione a un’esegesi per addizione. Nel corpo principale del commento alle letture degli espositori precedenti (anche quelle più consolidate) si aggiungono infatti, come postille a distanza, interpretazioni nuove e opinabili la cui enormità trae origine dalla missione che Gioia si è assunto. La Spositione deve difendere Dante, anche preventivamente, in una fase storica in cui i detrattori costituiscono la maggior parte dei lettori della sua opera. Tale urgenza rende le pagine autografe di Gioia affollate anche nei margini, perché alle prime spiegazioni, in grande, sotto il testo, si assommano nei bordi ribadimenti, chiarificazioni, disegni esplicativi, palinodie.
The courtesy of Malebranche and the multiple marginality of Alfonso Gioia, reader of Dante in the 17th century
Calogero Giorgio Priolo
2024-01-01
Abstract
Se il ferrarese Alfonso Gioia (1621-1687) non riuscì a terminare la propria Spositione dantesca, lasciata interrotta all’altezza di Inf., XXV, fu anche per la sua naturale propensione a un’esegesi per addizione. Nel corpo principale del commento alle letture degli espositori precedenti (anche quelle più consolidate) si aggiungono infatti, come postille a distanza, interpretazioni nuove e opinabili la cui enormità trae origine dalla missione che Gioia si è assunto. La Spositione deve difendere Dante, anche preventivamente, in una fase storica in cui i detrattori costituiscono la maggior parte dei lettori della sua opera. Tale urgenza rende le pagine autografe di Gioia affollate anche nei margini, perché alle prime spiegazioni, in grande, sotto il testo, si assommano nei bordi ribadimenti, chiarificazioni, disegni esplicativi, palinodie.| File | Dimensione | Formato | |
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