Introduzione: Nella letteratura scientifica il minority stress risulta consistentemente associato ad un maggiore rischio di sviluppare disturbi alimentari. Tra le diverse forme di minority stress risultano limitati i contributi che indagano il ruolo delle esperienze eterosessiste assistite (vicarious trauma), quali assistere a discriminazioni, molestie, trattamenti ingiusti o violenza in altre persone LGBT+. Il presente studio si pone l’obiettivo di esaminare l’associazione tra esperienze eterosessiste assistite e rischio di disturbo alimentare indagando il possibile ruolo mediatore della disregolazione emotiva, dell’autostima e della vergogna. Metodo: È stato condotto un sondaggio anonimo online che ha coinvolto 372 persone LGBT+ dal contesto italiano. Le persone partecipanti hanno completato questionari self-report in merito ad esperienze eterosessiste e fattori associati al comportamento alimentare. Sono state condotte analisi descrittive, bivariate e di mediazione attraverso la macro “PROCESS” includendo le variabili di riferimento, controllando per indice di massa corporea, età e status socioeconomico. Risultati: Associazioni positive statisticamente significative sono state trovate tra tutte le variabili di riferimento a livello bivariato. L’analisi di mediazione (R² = .428) ha evidenziato un effetto diretto delle esperienze eterosessiste assistite (β = .580, BootSE = .163, 95% CI [.259, .902]) ed un effetto indiretto mediato dalla bassa autostima (β = .117, BootSE = .162, 95% CI [.005, .332]) e dalla disregolazione emotiva (β = .079, BootSE = .041, 95% CI [.008, .171]). Conclusioni: Le esperienze eterosessiste assistite sembrano avere un effetto indiretto piccolo ma significativo sul rischio di disturbo alimentare tramite la disregolazione emotiva e la bassa autostima. I contesti di promozione della salute beneficerebbero di politiche a livello istituzionale, organizzativo, e sociale per prevenire il minority stress e ridurre le disparità di salute osservate.
Il ruolo delle esperienze eterosessiste assistite relative alla identità LGBT+ nel rischio di disturbo alimentare - un modello di mediazione psicologica
Fabrizio Santoniccolo;Maria Noemi Paradiso;Tommaso Trombetta;Luca Rolle'
2025-01-01
Abstract
Introduzione: Nella letteratura scientifica il minority stress risulta consistentemente associato ad un maggiore rischio di sviluppare disturbi alimentari. Tra le diverse forme di minority stress risultano limitati i contributi che indagano il ruolo delle esperienze eterosessiste assistite (vicarious trauma), quali assistere a discriminazioni, molestie, trattamenti ingiusti o violenza in altre persone LGBT+. Il presente studio si pone l’obiettivo di esaminare l’associazione tra esperienze eterosessiste assistite e rischio di disturbo alimentare indagando il possibile ruolo mediatore della disregolazione emotiva, dell’autostima e della vergogna. Metodo: È stato condotto un sondaggio anonimo online che ha coinvolto 372 persone LGBT+ dal contesto italiano. Le persone partecipanti hanno completato questionari self-report in merito ad esperienze eterosessiste e fattori associati al comportamento alimentare. Sono state condotte analisi descrittive, bivariate e di mediazione attraverso la macro “PROCESS” includendo le variabili di riferimento, controllando per indice di massa corporea, età e status socioeconomico. Risultati: Associazioni positive statisticamente significative sono state trovate tra tutte le variabili di riferimento a livello bivariato. L’analisi di mediazione (R² = .428) ha evidenziato un effetto diretto delle esperienze eterosessiste assistite (β = .580, BootSE = .163, 95% CI [.259, .902]) ed un effetto indiretto mediato dalla bassa autostima (β = .117, BootSE = .162, 95% CI [.005, .332]) e dalla disregolazione emotiva (β = .079, BootSE = .041, 95% CI [.008, .171]). Conclusioni: Le esperienze eterosessiste assistite sembrano avere un effetto indiretto piccolo ma significativo sul rischio di disturbo alimentare tramite la disregolazione emotiva e la bassa autostima. I contesti di promozione della salute beneficerebbero di politiche a livello istituzionale, organizzativo, e sociale per prevenire il minority stress e ridurre le disparità di salute osservate.| File | Dimensione | Formato | |
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