Introduzione La violenza all’interno di relazioni intime che coinvolgono persone LGBT+ è stata storicamente trascurata, spesso minimizzata o non riconosciuta come questione prioritaria. Questo disinteresse istituzionale e culturale si riflette nella percezione dei servizi di supporto come inadeguati, poco preparati e, in alcuni casi, apertamente discriminatori. Tra i fattori che contribuiscono a questa situazione, le rappresentazioni e le valutazione delle figure professionali che entrano in contatto con situazioni di IPV (Intimate Partner Violence) che coinvolgono persone LGBT+ svolgono un ruolo fondamentale, influenzando negativamente l’accessibilità e la qualità del supporto offerto. Obiettivi e metodo Lo scopo di questa ricerca è quello di condurre una revisione sistematica degli studi che hanno esplorato come le figure professionali percepiscano l’IPV nelle relazioni tra persone LGBT+. Per realizzare questo obiettivo, è stata adottata la metodologia PRISMA. Sono stati selezionati articoli pubblicati fino al mese di aprile 2024. Dopo l’applicazione dei criteri di inclusione ed esclusione, sono stati considerati undici studi pertinenti. Risultati I dati analizzati indicano che, pur in assenza di atteggiamenti esplicitamente ostili, le figure professionali tendono a interpretare l’IPV nelle relazioni tra persone LGBT+ come solo parzialmente assimilabile a quella presente nelle coppie eterosessuali. Alcune differenze significative sono emerse, soprattutto in relazione all’orientamento sessuale, con un impatto sulla valutazione della gravità degli episodi, sulla colpevolizzazione della vittima e sulla lettura delle dinamiche di violenza. Discussione I risultati suggeriscono la presenza di bias e rappresentazioni parziali che possono ostacolare una presa in carico equa ed efficace. Appare quindi urgente investire in percorsi formativi specifici per chi opera in ambito socio-sanitario e legale, affinché sia possibile offrire interventi realmente sensibili, inclusivi e adeguati alle specificità delle esperienze vissute dalla popolazione LGBT+.

Rappresentazioni delle figure professionali della violenza nelle relazioni intime tra persone LGBT+

Tommaso Trombetta;Alessia Locatelli;Fabrizio Santoniccolo;Maria Noemi Paradiso;Luca Rolle';Diego Lasio
2025-01-01

Abstract

Introduzione La violenza all’interno di relazioni intime che coinvolgono persone LGBT+ è stata storicamente trascurata, spesso minimizzata o non riconosciuta come questione prioritaria. Questo disinteresse istituzionale e culturale si riflette nella percezione dei servizi di supporto come inadeguati, poco preparati e, in alcuni casi, apertamente discriminatori. Tra i fattori che contribuiscono a questa situazione, le rappresentazioni e le valutazione delle figure professionali che entrano in contatto con situazioni di IPV (Intimate Partner Violence) che coinvolgono persone LGBT+ svolgono un ruolo fondamentale, influenzando negativamente l’accessibilità e la qualità del supporto offerto. Obiettivi e metodo Lo scopo di questa ricerca è quello di condurre una revisione sistematica degli studi che hanno esplorato come le figure professionali percepiscano l’IPV nelle relazioni tra persone LGBT+. Per realizzare questo obiettivo, è stata adottata la metodologia PRISMA. Sono stati selezionati articoli pubblicati fino al mese di aprile 2024. Dopo l’applicazione dei criteri di inclusione ed esclusione, sono stati considerati undici studi pertinenti. Risultati I dati analizzati indicano che, pur in assenza di atteggiamenti esplicitamente ostili, le figure professionali tendono a interpretare l’IPV nelle relazioni tra persone LGBT+ come solo parzialmente assimilabile a quella presente nelle coppie eterosessuali. Alcune differenze significative sono emerse, soprattutto in relazione all’orientamento sessuale, con un impatto sulla valutazione della gravità degli episodi, sulla colpevolizzazione della vittima e sulla lettura delle dinamiche di violenza. Discussione I risultati suggeriscono la presenza di bias e rappresentazioni parziali che possono ostacolare una presa in carico equa ed efficace. Appare quindi urgente investire in percorsi formativi specifici per chi opera in ambito socio-sanitario e legale, affinché sia possibile offrire interventi realmente sensibili, inclusivi e adeguati alle specificità delle esperienze vissute dalla popolazione LGBT+.
2025
XIX Congresso Nazionale AIP Sezione di Psicologia Sociale
Bergamo
04/09/2025
XIX Congresso Nazionale della Sezione di Psicologia Sociale dell’AIP Abstract Book
Associazione Italiana di Psicologia
151
151
https://aipass.org/wp-content/uploads/2025/02/Abstract-Book_revfinale_01settembre2025.pdf
intimate partner violence, domestic violence, lgbt+, sexual orientation, gender identity, service use, healthcare, services
Tommaso Trombetta; Alessia Locatelli; Fabrizio Santoniccolo; Maria Noemi Paradiso; Luca Rolle'; Margherita Angioni; Diego Lasio
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