Nell’ultimo decennio, in seguito al divieto di utilizzo del bromuro di metile in campo agricolo, il settore della disinfestazione del suolo ha conosciuto un rinnovato interesse. Il divieto di impiego di questo prodotto ha infatti portato alla ricerca di metodi di disinfestazione alternativi. Il vapore d’acqua è stato ampiamente utilizzato in passato per la preparazione dei letti di semina e può rappresentare, oggigiorno, una valida alternativa ai metodi più tradizionali di disinfestazione del suolo, in particolare per applicazioni in colture protette ad alto reddito, come ortaggi, prodotti per la quarta gamma e fiori (Colorio et al., 2002, VanLoenen et al., 2003; Peruzzi, 2007). Oltre al comprovato effetto fitoiatrico, l’utilizzo del vapore risulta di notevole interesse per il controllo delle malerbe. In tale contesto risultano di estremo interesse la conoscenza delle modalità di applicazione del vapore e delle combinazioni di tempo e temperatura necessarie a garantire una buona efficacia erbicida. Il presente lavoro, avviato nel 2008 e inserito nell’ambito del più ampio progetto di ricerca “Disinfestazione del terreno da patogeni ed erbe infestanti mediante macchina semovente a guida automatica ad iniezione diretta di vapore”, finanziato dalla Regione Piemonte, si pone come obiettivo principale la valutazione dell’efficacia dei trattamenti con vapore sulla flora infestante. Nella sperimentazione, condotta in pre-trapianto di pomodoro da mensa (località Boves, CN) e di lattuga (località Moretta, CN), è stato utilizzato un prototipo di sterilizzatrice semovente cingolata dotata di una piastra munita di iniettori in grado di erogare vapore nel suolo ad una profondità di 18 cm. I trattamenti messi a confronto hanno previsto iniezioni di vapore della durata di 6, 8 e 10 minuti, oltre ad un testimone non trattato. Nel caso della lattuga è stato inoltre eseguito un trattamento della durata di 4 minuti. I trattamenti sono stati eseguiti su parcelle di dimensioni 3,2 m x 6 m e ciascun trattamento è stato ripetuto tre volte. L’efficacia erbicida è stata valutata considerando sia la flora reale, sia quella potenziale. Nel primo caso sono state determinate la densità delle malerbe emerse in campo, in diversi rilievi successivi al trattamento, e la biomassa delle medesime alla fine del ciclo colturale. Nel secondo caso è stata stimata la seedbank vitale pre- e post-trattamento, a partire da campioni di suolo relativi allo strato 0 20 cm. Le specie più abbondanti sono risultate Trifolium repens, Chenopodium polyspermum, Setaria viridis e Veronica persica nella prova condotta su pomodoro e Chenopodium polyspermum, Amarantus retroflexus e Rorippa palustris nella prova su lattuga. L’efficacia del trattamento rilevata in campo, espressa come riduzione della densità totale rispetto al testimone, è risultata, in entrambe le prove, superiore all’85% per tutti i trattamenti e in tutti i rilievi eseguiti. Analogamente, nelle tesi sottoposte a trattamento (10, 8, 6 e 4 minuti) è stato possibile riscontrare una riduzione della biomassa infestante complessivamente superiore al 68% rispetto al testimone, con valori superiori al 97% nel trattamento di maggiore durata (10 minuti). Osservando l’evoluzione della flora reale nel tempo, nella sperimentazione su pomodoro la densità totale nelle parcelle non trattate si è mantenuta costantemente inferiore a 100 piante m-2 sino all’ultimo rilievo (90 giorni dopo il trattamento), allorquando la densità totale è risultata di circa 900 piante m-2. Nelle parcelle trattate la densità totale è risultata inferiore a 60 piante m-2 sino a due mesi dopo il trattamento, con un’ulteriore riduzione nella fase finale del ciclo colturale (10 piante m-2). Nella prova condotta su lattuga, le parcelle non trattate hanno presentato inizialmente una densità totale di infestazione pari a 272 piante m-2, ridottasi successivamente a valori inferiori a 100 piante m-2. Le parcelle trattate hanno mostrato valori di densità sempre inferiori a 28 piante m-2, in particolare nel trattamento 10 minuti, con 7 piante m-2. Dalla determinazione della seedbank vitale pre-trattamento la densità dei semi di infestanti è risultata di 2162 semi m-2 e 6035 semi m-2, rispettivamente nella prova su pomodoro e in quella su lattuga. Nella prova su pomodoro il trattamento 8 minuti ha determinato la maggiore riduzione del numero di semi vitali (446 semi m-2), mentre nella prova su lattuga l’efficacia maggiore è stata riscontrata nel trattamento 10 minuti (1718 semi m-2). I valori di efficacia ottenuti nel corso del 2009 risultano nel complesso analoghi a quelli ottenuti nel precedente anno di sperimentazione. I buoni risultati ottenuti con trattamenti della durata di 4 minuti suggeriscono la possibilità di limitare i tempi operativi ed i consumi di carburante, consentendo una riduzione dei costi complessivi dell’intervento. Particolarmente interessante è risultato inoltre il protrarsi dell’efficacia del trattamento termico nel tempo, che ha consentito, in entrambe le colture, di limitare in maniera significativa le infestazioni per l’intera durata del ciclo.

Valutazione dell’efficacia erbicida di trattamenti con vapore al suolo

VIDOTTO, Francesco;LETEY, MARILISA;DE PALO, FERNANDO;
2010

Abstract

Nell’ultimo decennio, in seguito al divieto di utilizzo del bromuro di metile in campo agricolo, il settore della disinfestazione del suolo ha conosciuto un rinnovato interesse. Il divieto di impiego di questo prodotto ha infatti portato alla ricerca di metodi di disinfestazione alternativi. Il vapore d’acqua è stato ampiamente utilizzato in passato per la preparazione dei letti di semina e può rappresentare, oggigiorno, una valida alternativa ai metodi più tradizionali di disinfestazione del suolo, in particolare per applicazioni in colture protette ad alto reddito, come ortaggi, prodotti per la quarta gamma e fiori (Colorio et al., 2002, VanLoenen et al., 2003; Peruzzi, 2007). Oltre al comprovato effetto fitoiatrico, l’utilizzo del vapore risulta di notevole interesse per il controllo delle malerbe. In tale contesto risultano di estremo interesse la conoscenza delle modalità di applicazione del vapore e delle combinazioni di tempo e temperatura necessarie a garantire una buona efficacia erbicida. Il presente lavoro, avviato nel 2008 e inserito nell’ambito del più ampio progetto di ricerca “Disinfestazione del terreno da patogeni ed erbe infestanti mediante macchina semovente a guida automatica ad iniezione diretta di vapore”, finanziato dalla Regione Piemonte, si pone come obiettivo principale la valutazione dell’efficacia dei trattamenti con vapore sulla flora infestante. Nella sperimentazione, condotta in pre-trapianto di pomodoro da mensa (località Boves, CN) e di lattuga (località Moretta, CN), è stato utilizzato un prototipo di sterilizzatrice semovente cingolata dotata di una piastra munita di iniettori in grado di erogare vapore nel suolo ad una profondità di 18 cm. I trattamenti messi a confronto hanno previsto iniezioni di vapore della durata di 6, 8 e 10 minuti, oltre ad un testimone non trattato. Nel caso della lattuga è stato inoltre eseguito un trattamento della durata di 4 minuti. I trattamenti sono stati eseguiti su parcelle di dimensioni 3,2 m x 6 m e ciascun trattamento è stato ripetuto tre volte. L’efficacia erbicida è stata valutata considerando sia la flora reale, sia quella potenziale. Nel primo caso sono state determinate la densità delle malerbe emerse in campo, in diversi rilievi successivi al trattamento, e la biomassa delle medesime alla fine del ciclo colturale. Nel secondo caso è stata stimata la seedbank vitale pre- e post-trattamento, a partire da campioni di suolo relativi allo strato 0 20 cm. Le specie più abbondanti sono risultate Trifolium repens, Chenopodium polyspermum, Setaria viridis e Veronica persica nella prova condotta su pomodoro e Chenopodium polyspermum, Amarantus retroflexus e Rorippa palustris nella prova su lattuga. L’efficacia del trattamento rilevata in campo, espressa come riduzione della densità totale rispetto al testimone, è risultata, in entrambe le prove, superiore all’85% per tutti i trattamenti e in tutti i rilievi eseguiti. Analogamente, nelle tesi sottoposte a trattamento (10, 8, 6 e 4 minuti) è stato possibile riscontrare una riduzione della biomassa infestante complessivamente superiore al 68% rispetto al testimone, con valori superiori al 97% nel trattamento di maggiore durata (10 minuti). Osservando l’evoluzione della flora reale nel tempo, nella sperimentazione su pomodoro la densità totale nelle parcelle non trattate si è mantenuta costantemente inferiore a 100 piante m-2 sino all’ultimo rilievo (90 giorni dopo il trattamento), allorquando la densità totale è risultata di circa 900 piante m-2. Nelle parcelle trattate la densità totale è risultata inferiore a 60 piante m-2 sino a due mesi dopo il trattamento, con un’ulteriore riduzione nella fase finale del ciclo colturale (10 piante m-2). Nella prova condotta su lattuga, le parcelle non trattate hanno presentato inizialmente una densità totale di infestazione pari a 272 piante m-2, ridottasi successivamente a valori inferiori a 100 piante m-2. Le parcelle trattate hanno mostrato valori di densità sempre inferiori a 28 piante m-2, in particolare nel trattamento 10 minuti, con 7 piante m-2. Dalla determinazione della seedbank vitale pre-trattamento la densità dei semi di infestanti è risultata di 2162 semi m-2 e 6035 semi m-2, rispettivamente nella prova su pomodoro e in quella su lattuga. Nella prova su pomodoro il trattamento 8 minuti ha determinato la maggiore riduzione del numero di semi vitali (446 semi m-2), mentre nella prova su lattuga l’efficacia maggiore è stata riscontrata nel trattamento 10 minuti (1718 semi m-2). I valori di efficacia ottenuti nel corso del 2009 risultano nel complesso analoghi a quelli ottenuti nel precedente anno di sperimentazione. I buoni risultati ottenuti con trattamenti della durata di 4 minuti suggeriscono la possibilità di limitare i tempi operativi ed i consumi di carburante, consentendo una riduzione dei costi complessivi dell’intervento. Particolarmente interessante è risultato inoltre il protrarsi dell’efficacia del trattamento termico nel tempo, che ha consentito, in entrambe le colture, di limitare in maniera significativa le infestazioni per l’intera durata del ciclo.
Incontri Fitoiatrici 2010 - Strategie innovative di difesa nel settore ortoflorofrutticolo
Torino
03/03/2010-04/03/2010
2
134
135
F. Vidotto; M. Letey; F. De Palo; A.A. Saglia
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