Una delle tematiche più discusse dalla teoria dell’allenamento sportivo, risulta essere l’organizzazione della frequenza delle sedute di allenamento settimanali, soprattutto quelle atte alla modifica dell’omeostasi metabolico-muscolare. Spesso si assiste ad una serie di sequenze pre-confezionate, date sotto forma di ricetta, alle quali il giovane allenatore si deve attenere allo scopo di sviluppare una determinata capacità fisica (forza, resistenza, velocità, ecc.) in quel particolare periodo dell’anno. Scopo di questo lavoro è quello di creare una linea guida semplice, ma attendibile, che permetta agli addetti ai lavori, di ragionare in modo scientifico sulla modulazione del carico allenante e quindi sulla gestione della fatica, nella loro attività di progettazione, valutazione e controllo dell’allenamento. Un qualsiasi programma di allenamento a breve, medio e lungo termine, non può prescindere dalla conoscenza teorica del “modello di prestazione”. La costruzione di tale strumento operativo prende in considerazione quattro variabili fondamentali: 1. I metabolismi energetici coinvolti nella prestazione 2. I tempi di ripristino energetico in funzione dei metabolismi allenati 3. I muscoli che intervengono nella prestazione e il loro recupero mio-tendineo 4. Il livello di difficoltà coordinativo dei gesti motori caratterizzanti lo sport oggetto di studio Utilizzando le quattro variabili menzionate precedentemente, proveremo ad evidenziare come sia possibile effettuare delle scelte metodologiche orientate, al fine di una programmazione più scientifica delle sessioni di allenamento all’interno del microciclo settimanale.

Aspetti applicativi nell’organizzazione cronologica della frequenza degli allenamenti settimanali

GOLLIN, MASSIMILIANO
2006-01-01

Abstract

Una delle tematiche più discusse dalla teoria dell’allenamento sportivo, risulta essere l’organizzazione della frequenza delle sedute di allenamento settimanali, soprattutto quelle atte alla modifica dell’omeostasi metabolico-muscolare. Spesso si assiste ad una serie di sequenze pre-confezionate, date sotto forma di ricetta, alle quali il giovane allenatore si deve attenere allo scopo di sviluppare una determinata capacità fisica (forza, resistenza, velocità, ecc.) in quel particolare periodo dell’anno. Scopo di questo lavoro è quello di creare una linea guida semplice, ma attendibile, che permetta agli addetti ai lavori, di ragionare in modo scientifico sulla modulazione del carico allenante e quindi sulla gestione della fatica, nella loro attività di progettazione, valutazione e controllo dell’allenamento. Un qualsiasi programma di allenamento a breve, medio e lungo termine, non può prescindere dalla conoscenza teorica del “modello di prestazione”. La costruzione di tale strumento operativo prende in considerazione quattro variabili fondamentali: 1. I metabolismi energetici coinvolti nella prestazione 2. I tempi di ripristino energetico in funzione dei metabolismi allenati 3. I muscoli che intervengono nella prestazione e il loro recupero mio-tendineo 4. Il livello di difficoltà coordinativo dei gesti motori caratterizzanti lo sport oggetto di studio Utilizzando le quattro variabili menzionate precedentemente, proveremo ad evidenziare come sia possibile effettuare delle scelte metodologiche orientate, al fine di una programmazione più scientifica delle sessioni di allenamento all’interno del microciclo settimanale.
2006
Corpo Attività Fisica e Patologia, un percorso dal passato al presente
Asti
9-11 luglio 2006
Corpo Attività Fisica e Patologia, un percorso dal passato al presente,
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1
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Gollin M
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