Il lavoro presenta l’approccio metodologico sviluppato nell’ambito del progetto EMERITUS (Eco-ManagemEnt for agRI-Tourism in moUntain areaS), condotto dall’Università di Torino con il contributo economico della Compagnia di San Paolo di Torino, per migliorare le connessioni fra le filiere agro-silvo-pastorale e turistica, ovvero quelle caratterizzanti la grande maggioranza delle aree marginali di montagna. La necessità di integrare agricoltura e turismo, in una logica di eco-gestione a scala territoriale, si basa sulla considerazione di come le attività economiche delle aree marginali di montagna siano caratterizzate da alta frammentazione, dimensione di impresa modesta e mancanza di comunicazione sia fra i diversi attori dei due comparti sia tra operatori e amministrazioni locali. Tale contesto limita la competitività degli operatori agricoli e del turismo: i primi, infatti, hanno difficoltà nel promuovere le loro produzioni di qualità (Bonadonna et al., 2015) e nel trovare una corretta allocazione nei mercati, mentre i secondi trovano spesso difficoltà a proporre un’offerta che sia fortemente legata al territorio in cui operano. Inoltre, tali criticità possono limitare l’attrattività del territorio in sé; in tal senso una eco-gestione a scala territoriale, che tenga conto del patrimonio naturale e culturale, è da intendersi quale strumento per sostenere lo sviluppo dell’area grazie all’adozione di un approccio “di sistema” (Beltramo et al., 2011; Beltramo et al., 2014). L’area studio è stata individuata nel territorio del Comune di Valprato Soana (Valle Soana, Regione Piemonte, Nord-Ovest delle Alpi), rappresentativo delle aree montane piemontesi a maggior marginalità: ampia superficie (>50 km2, come il 30% dei comuni montani – CM - del Piemonte), numero limitato di abitanti (<500, al pari del 45% dei CM), un’area agricola che pesa per meno del 10% del totale della superficie comunale (come il 40% dei CM), presenza di un basso numero di aziende agricole (meno di 10 aziende e 5 allevamenti, come, rispettivamente, il 30% ed il 26% dei CM) (IRES, 2016), ed un indice di marginalità socio economica (Crescimanno et al., 2009) fra i più bassi della montagna piemontese (-0,424) (dati 2017). Grazie ad un approccio partecipativo “multi-attore”, gli stakeholder del progetto, in primis gli operatori dei due comparti e la municipalità, sono attivamente coinvolti nel progetto, attraverso l’analisi dell’approccio manageriale ed operativo adottato e raffrontandolo con le aspettative e le valutazioni espresse dal turista.

Eco-gestione delle filiere agricole e turistiche in territori marginali di montagna

Stefano Duglio;Giampiero Lombardi;Laura Zavattaro;Giovanni Peira;Alessandro Bonadonna
2018

Abstract

Il lavoro presenta l’approccio metodologico sviluppato nell’ambito del progetto EMERITUS (Eco-ManagemEnt for agRI-Tourism in moUntain areaS), condotto dall’Università di Torino con il contributo economico della Compagnia di San Paolo di Torino, per migliorare le connessioni fra le filiere agro-silvo-pastorale e turistica, ovvero quelle caratterizzanti la grande maggioranza delle aree marginali di montagna. La necessità di integrare agricoltura e turismo, in una logica di eco-gestione a scala territoriale, si basa sulla considerazione di come le attività economiche delle aree marginali di montagna siano caratterizzate da alta frammentazione, dimensione di impresa modesta e mancanza di comunicazione sia fra i diversi attori dei due comparti sia tra operatori e amministrazioni locali. Tale contesto limita la competitività degli operatori agricoli e del turismo: i primi, infatti, hanno difficoltà nel promuovere le loro produzioni di qualità (Bonadonna et al., 2015) e nel trovare una corretta allocazione nei mercati, mentre i secondi trovano spesso difficoltà a proporre un’offerta che sia fortemente legata al territorio in cui operano. Inoltre, tali criticità possono limitare l’attrattività del territorio in sé; in tal senso una eco-gestione a scala territoriale, che tenga conto del patrimonio naturale e culturale, è da intendersi quale strumento per sostenere lo sviluppo dell’area grazie all’adozione di un approccio “di sistema” (Beltramo et al., 2011; Beltramo et al., 2014). L’area studio è stata individuata nel territorio del Comune di Valprato Soana (Valle Soana, Regione Piemonte, Nord-Ovest delle Alpi), rappresentativo delle aree montane piemontesi a maggior marginalità: ampia superficie (>50 km2, come il 30% dei comuni montani – CM - del Piemonte), numero limitato di abitanti (<500, al pari del 45% dei CM), un’area agricola che pesa per meno del 10% del totale della superficie comunale (come il 40% dei CM), presenza di un basso numero di aziende agricole (meno di 10 aziende e 5 allevamenti, come, rispettivamente, il 30% ed il 26% dei CM) (IRES, 2016), ed un indice di marginalità socio economica (Crescimanno et al., 2009) fra i più bassi della montagna piemontese (-0,424) (dati 2017). Grazie ad un approccio partecipativo “multi-attore”, gli stakeholder del progetto, in primis gli operatori dei due comparti e la municipalità, sono attivamente coinvolti nel progetto, attraverso l’analisi dell’approccio manageriale ed operativo adottato e raffrontandolo con le aspettative e le valutazioni espresse dal turista.
XXVIII Congresso Nazionale di Scienze Merceologiche
Firenze
21-23 febbraio 2018
Atti del XXVIII Congresso Nazionale di Scienze Merceologiche
Università degli Studi di Firenze - PIN Polo Universitario Città di Prato
86
93
978-88-943351-0-1
Eco-gestione, turismo, agricoltura, filiere, marginalità, montagna
Stefano Duglio, Giampiero Lombardi, Laura Zavattaro, Giovanni Peira, Alessandro Bonadonna
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Descrizione: Atti di convegno
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/1661099
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